Commento alle letture della XXI Domenica del Tempo Ordinario a cura di Carmela Pietrarossa. Domenica 24 agosto 2014 

Ma voi, chi dite che io sia? (Mt 16, 13-20)

E’ la domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli per guidarli nella ricerca della verità e per mettere in luce i segreti del loro cuore. Probabilmente altre volte essi si erano interrogati sull’identità di quel Rabbì noto come il figlio del carpentiere, e, tuttavia, si sentivano sempre particolarmente interpellati dalla sua persona, non riuscendo a fornire risposte adeguate. Di certo egli esercitava su di loro molto fascino, per lui avevano abbandonato ogni cosa, apprezzandone le opere più di qualsiasi altro discorso persuasivo. Questi primi discepoli avevano, pertanto, concluso la loro indagine ammettendo di trovarsi in presenza di una persona molto speciale, senza andare oltre. Ora Gesù vuole rivelarsi e premiare la loro sequela attraverso la semplicità e la schiettezza di Pietro, che mosso dallo Spirito professa: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16).
Se oggi tale affermazione può sembrare scontata, all’epoca dei fatti non lo era affatto, non era assolutamente naturale definire un Maestro come il Cristo, il Messia promesso ed atteso.
Riaffiora alla memoria quella benedizione di Gesù sui piccoli ai quali sono svelati i segreti del regno: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25).
Di fronte alla persona di Gesù potremmo, sulla scorta dei nostri trascorsi ecclesiali e familiari, presumere di sapere tutto di lui, ingabbiandolo in schemi concettuali stereotipati e, forse, anche obsoleti. Ma Dio può essere ingabbiato? A ragione Paolo esclamava: “O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio? Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen” (Rom 12, 34-36).
Non chiudiamoci, allora, allo stupore che l’imperscrutabilità di Dio è sempre in grado di suscitare, non rinchiudiamo il Signore in aree dai confini ben definiti, il Signore è ben altro e supera i nostri angusti schemi. Non imbavagliamo lo Spirito, ostacolando le novità trasmesse a chi umilmente si lascia da lui guidare. La volontà di Dio è sempre in continuo divenire e chiede di essere compresa ed accolta da chi ha l’animo retto.
In questo momento storico, familiare, sociale, Gesù rivolge a noi questa domanda: “Chi sono io per te?”.
A Lui chiediamo di aprire i nostri occhi per cogliere i segni del suo amore nei piccoli gesti di ogni giorno, certi che “L’amore di Dio viene sempre prima del nostro! Lui sempre prende l’iniziativa. Lui ci aspetta, Lui ci invita, l’iniziativa è sempre sua. Gesù è Dio che si è fatto uomo, si è incarnato, è nato per noi…E Dio sempre precede, sempre per primo ci cerca, Lui fa il primo passo. Dio ci precede sempre. La sua grazia ci precede e questa grazia è apparsa in Gesù. Lui è l’epifania. Lui è la manifestazione dell’amore di Dio. E’ con noi” (Papa Francesco).
Buona domenica!

 

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