Commento alle letture della III Domenica del Tempo ordinario a cura di Carmela Pietrarossa.  24 gennaio 2016

 

In ascolto della Parola, Verità sul nostro cammino 

 

Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.  (I lettura, Ne 8,2-4.5-6.8-10 ).

Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?” (II lettura, 1Cor 12, 12-30).

“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore”…”Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4, 18-19.21).

 

La Parola ci traccia la Via

Gesù, alzatosi a leggere nella sinagoga di Nazaret, proclama il passo del profeta Isaia che descrive la sua missione e quella di ogni battezzato, consacrato con la potenza dello Spirito Santo ed inviato. I destinatari della sua missione sono i poveri, i prigionieri, i ciechi, gli oppressi, tutti coloro che necessitano di sostegno, aiuto ed  intervento.

Gesù viene perché il povero, colui che agli occhi del mondo non conta nulla e tale deve restare, possa trovare in lui rifugio e soprattutto ritrovare dignità. Pensiamo alle tante povertà di cui è costellata la società contemporanea: povertà materiali, psicologiche, affettive; a tutti il Signore vuole donare una parola di speranza.

Gesù viene per il prigioniero, anche del peccato, perché torni ad assaporare l’impareggiabile piacere della libertà, che rinfranca l’animo da quei macigni che sovente lo sovrastano.

Gesù viene per chi non vede più, per chi non riesce più a dare un senso al proprio esistere ed al proprio camminare nel tempo, perché in Lui ritrovi luce, guida, via per rimettersi in cammino.

Gesù viene per chi è oppresso dalle situazioni più varie che gli tolgono il respiro e la voglia di esistere.

Gesù viene per te, su cui lo Spirito Santo continua a scendere, perché nel guardare negli occhi il povero, il prigioniero, il cieco e l’oppresso tu possa metterti al suo servizio, renderlo re, trasmettendogli quella gioia di vivere, di esistere e di sentirsi amati che l’incontro con Cristo inevitabilmente comunica.

Madre Teresa ripeteva alle sue figlie: “Non permettete mai che qualcuno venga a voi senza che se ne vada via migliore e più contento. Siate l’espressione della bontà di Dio, bontà sui vostri volti, bontà nei vostri occhi, bontà nel vostro sorriso, bontà nel vostro cordiale saluto.

Ai bambini, ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono abbandonati, date sempre un gioioso sorriso.

Date a loro non solo le vostre cure, ma anche il vostro cuore”.

 

La Parola diventa Vita, nell’oggi del tempo

 

Dal Salmo di questa domenica:

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è stabile, rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore; il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi (Salmo 18).

 

Buona Domenica in Gesù Maestro, Via, Verità e Vita!

Gesù