Commento al Vangelo della II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO B) – 12 aprile 2015

 

Gesù disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!»

 

Tommaso è l’apostolo che continua a convertirsi. Sfacciato eppure onesto. Testardo, ingenuo, eppure vero. È l’apostolo del passaggio.

Dalla fede infantile a quella adulta.

Dall’ossessione del controllo alla resa incondizionata alla misericordia.

Dal bisogno di vedere a quello di lasciarsi guardare.

Dal desiderio di toccare il Salvatore a  quello di essere toccato dalla Grazia.

Dalla pretesa alla preghiera.

 

Metti la tua mano
nel mio costato
e strappa via
questo sasso
che grava sulla speranza.

Metti la tua mano
nel mio costato
e sciogli questo nodo
che soffoca la fede.

Metti la tua mano
nel mio costato
e deponi in me
un cuore nuovo
fatto di carne.

Metti la tua mano
nel mio costato
e risana la ferita
perché il mio corpo
possa tornare
come nuovo.

Come il primo giorno
del mondo.

Patrizio Righero 

tommaso