Commento alle letture di domenica 5 aprile 2015, Pasqua di Risurrezione
A cura di Carmela Pietrarossa

 

In ascolto della Parola, Verità sul nostro cammino

“Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno” (Atti 10, 39)

“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col 3, 1-2).

 “Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro” (Gv 20, 1).

 

La Parola ci traccia la Via

La sollecitudine di Maria di Magdala le ha meritato di essere la prima testimone della tomba vuota, che aveva accolto il corpo martoriato di Gesù crocifisso. Se, infatti, gli eventi del venerdì santo non avevano lasciato presagire nulla di positivo, il mattino di Pasqua ci sorprende ed interpella la nostra fede. Quella che era sembrata l’esperienza più fallimentare che un uomo potesse vivere, non finisce lì, ma vede ribaltata la sua sorte il terzo giorno. Chi avrebbe scommesso su Gesù crocifisso e, soprattutto, su un morto che risuscita? Un oltraggio all’intelligenza umana ed al comune buon senso. Ma Dio ha un buon senso diverso dal nostro e supera gli angusti confini della nostra ragione, va sempre oltre ciò che sembra irrimediabilmente compromesso per sconvolgere le limitate logiche umane. Di certo è difficile credere nella risurrezione; è più facile essere partecipi del dolore che della gioia di qualcuno, è più agevole lamentarsi ed abbassare la testa piuttosto che voltare pagina ed alzare il capo. Quell’uomo fatto oggetto di scherno, sputi, ludibrio di ogni genere, piagato, trafitto e morto in croce, ora vive. Gesù è risorto, non è un cadavere. La sofferenza, dunque, non ha l’ultima parola nella vita di ciascuno perché l’ultima parola è Risurrezione, vita e gioia. E se la croce ci ricorda lo sconfinato amore di Dio per ciascuno di noi, (Chi sarebbe morto in croce per noi?), invitandoci a baciarla e a dire “Grazie!”, la risurrezione ci dice che il Signore è vivo in noi, cammina al nostro fianco e che, dopo il buio, viene sempre la luce.

Tante volte abbiamo fatto esperienza della presenza del Signore nella nostra vita, del suo intervento attraverso persone o scritti, riconoscendolo, quindi, come Persona viva ed operante nel nostro cuore e nel nostro vissuto. Inoltre, “Nel momento in cui tutto sembra perduto, nel momento del dolore, nel quale tante persone sentono come il bisogno di scendere dalla croce, è il momento più vicino alla risurrezione. La notte diventa più oscura proprio prima che incominci il mattino, prima che incominci la luce. Nel momento più oscuro interviene Dio e risuscita” (Papa Francesco).

 

La Parola diventa Vita, nell’oggi del tempo

Signore, siamo tentati di fermarci a contemplare il crocifisso e a non vedere, quindi, oltre l’ombra di quella croce. Fa’ che i nostri cuori si lascino illuminare dal sole di Pasqua, che illumina, riscalda e ridona vita, e che siano attenti ai molteplici segni della tua viva presenza in mezzo a noi.

La luce vinca le tenebre, la gioia sconfigga la tristezza, la speranza soffochi lo scoraggiamento e allora sarà Pasqua.

 Tanti auguri!