08 settembre 2014

 È iniziato l’Anno pastorale in preghiera con il pellegrinaggio delle Zone al Santuario dalla Madonna delle Grazie. Abbiamo chiesto al Signore, per intercessione della Vergine Maria, di aiutarci ad essere attenti ai segni dei tempi, in modo particolare alla famiglia che sta attraversando “una crisi culturale profonda”. È su questo tema, anzi su questa realtà vitale, che vogliamo impegnarci perché se la famiglia è sana, anche la società ha solide fondamenta.

Tante volte si guarda al matrimonio come un modo con cui due persone cercano di raggiungere il benessere personale e finché questo dura, resiste anche il matrimonio. Altrimenti tutto viene azzerato. È questo un fondamento troppo debole. È ridurre la casa a nido per sodisfare i propri desideri individuali. Occorre invece esplorare qual è la carta d’identità della famiglia cristiana e proporla con coraggio agli sposi. Anche per la famiglia cristiana Gesù ha detto: «voi siete la luce del mondo, voi siete il sale della terra». Le nostre famiglie hanno sapore? Ben inteso il sapore del vangelo?

Tante volte negli incontri di preparazione al matrimonio si parla di molti argomenti, ma non si prospetta a sufficienza la bellezza del disegno di Dio; né viene indicata la vita di famiglia come via di santità. È vero, le coppie che bussano alla parrocchia per chiedere di sposarsi non sono tutte allo stesso livello di partenza, né hanno le stesse esigenze. Dobbiamo accogliere tutti con pazienza, rispetto e grande disponibilità. Ma senza dimenticare le aspirazioni delle coppie che desiderano essere aiutate a tendere verso mete più alte.

Nella lettera pastorale, che sarà distribuita nella prima domenica di Avvento, invito gli sposi e i genitori a prendere coscienza che in mezzo a loro, e all’interno della loro vita, agisce lo Spirito Santo. La sua presenza si manifesta dal frutto che produce, un frutto gustoso e saporoso: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, fedeltà, mitezza e dominio di sé. Pur troppo lo Spirito Santo, che rende le nostre famiglie comunione di amore, è il grande sconosciuto e dimenticato. Dobbiamo invocarlo con insistenza. Egli è « ne la fatica riposo, ne la calura riparo, nel pianto conforto».

Vi invito anche a partecipare alla serata di riflessione sul tema: «Educare… educarsi» che si terrà, giovedì 18 settembre, presso il Teatro Incontri. E poi, domenica 21 settembre, alla grande festa della famiglia in piazza del Duomo.

È bello che tutte le nostre parrocchie siano presenti per esprimere che vogliamo iniziare un cammino insieme e desideriamo impegnarci per raggiungere medesimi obiettivi. Il nostro impegno deve essere quello di aiutare la famiglia a realizzare la sua vocazione secondo il disegno di Dio. E aggiungo anche: la famiglia è chiamata in prima persona ad essere coinvolta nei nuovi progetti di catechesi. Senza di essa tutto rischia di naufragare.

Buon Anno pastorale!

Pier Giorgio Debernardi

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