Commento al Vangelo della V Domenica di Pasqua a cura di Carmela Pietrarossa. –  19 maggio 2014

Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio. Io sono la Via, la Verità e la Vita.  (Gv 14,1-22)

 

Durante l’ultima cena Gesù consegna ai suoi discepoli questa rassicurazione in vista dell’evento della passione, che stava per consumarsi nella sua connotazione sconvolgente e destabilizzante.
Legge negli occhi dei suoi la paura dell’abbandono e con le sue parole li stringe a sè in un abbraccio consolatorio: “Non abbiate paura…Abbiate fede”, consegnatemi ancora una volta la vostra vita, i disagi contingenti e, talvolta, soffocanti, le situazioni più diverse che attanagliano le vostre giornate, i timori insieme alle attese, io non vi abbandonerò.
“Vado a prepararvi un posto…perché dove sono io siate anche voi” (Gv 14, 2-3 ), a Tommaso che obietta di non conoscere la via per incontrarlo definitivamente, Gesù risponde definendosi “Via, Verità e Vita”, “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio” (Gv 14,6 ), “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14,8).
Il Padre si rivela a noi in Gesù, unico mediatore e via per conoscerlo. E’ lui che ci comunica la Verità: “Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere”. In Gesù il Padre ci fa dono della Vita, che è vita di grazia nei sacramenti e vita eterna.
Gesù, pertanto, ci veicola nel dinamismo della Trinità, facendoci conoscere, nello Spirito, l’amore del Padre per ogni uomo.
“Avvicinandovi al Signore, pietra viva”, ci dice Pietro, “quali pietre vive siete costruiti anche voi” (1Pt 2,4-5 II lettura). Ecco, dunque, sintetizzata la vocazione del cristiano: fondarsi su Gesù Cristo per essere come lui pietre vive nella costruzione dell’edificio della Chiesa. In essa i ruoli saranno diversi, ma tutti parimenti indispensabili per rifare oggi quanto Gesù Via, ci ha insegnato (At 6, 1-7 I lettura).
Se Gesù si è fatto Via, modello da seguire, chiede a ciascuno di conformarsi a lui imitandone gli esempi: “Invano ci diremmo cristiani se non ci conformassimo a Gesù Cristo, il quale si è dichiarato Via, perché la vita del Maestro divenisse forma al discepolato” (S. Leone Magno). “Questa conformità a Gesù Cristo comprende tutto l’uomo: intelligenza, sentimento, volontà” (B. Alberione).
“Io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv 14,11), ci dice ancora il vangelo di questa domenica per evidenziarci che da questa comunione delle divine Persone è scaturita l’offerta che Gesù ha fatto di sè per la salvezza dell’uomo.
Possa, pertanto, ciascuno sull’esempio del Maestro, vivere questa relazione vitale con Lui per essere capace di gesti concreti di servizio ispirati unicamente dall’amore.

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