04 maggio 2014

Ho avuto la gioia di trascorrere due giorni (22-23 aprile), in Galilea, sul monte delle Beatitudini insieme a più di duecento vescovi provenienti da tutto il mondo per confrontarci sull’esperienza del Cammino Neocatecumenale, in particolare sulla vita dei seminari “Redemptoris Mater”. Sono stati giorni molto intensi di preghiera e di approfondimento per rendere questa realtà un’occasione preziosa di evangelizzazione e di catechesi all’interno delle Chiese locali.

Quella del “Cammino” è certamente una delle novità più significative maturate nel post Concilio che ha visto i laici diventare artefici e promotori della nuova evangelizzazione. Le comunità sono diffuse in oltre 125 Nazioni e contano più di un milione e mezzo di persone che desiderano “ricominciare” a scoprire la bellezza del battesimo e la missionarietà di ogni cristiano. Ciò che stupisce nell’ambito del Cammino è la fioritura di vocazioni alla vita consacrata e al ministero sacerdotale. Sono 102 i Seminari Redemptoris Mater presenti nel mondo, con circa 2500 seminaristi e già più di 2000 presbiteri ordinati.

In Italia questi Seminari sono otto, eretti nelle seguenti diocesi: Campobasso, Firenze, Cosenza, Macerata, Roma (un seminario per la città e uno per il Giappone), Trieste, Pinerolo (in dieci anni ho già ordinato otto presbiteri).
Un’altra esperienza sorprendente sono le famiglie in missione (circa 1080), a volte anche in Nazioni dove c’è rischio (China, Cambogia, Laos…) oppure in territori di forte secolarizzazione.

Confrontandomi con i vescovi presenti all’incontro in Palestina mi sono convinto ancora di più che occorre essere attenti ai segni che il Signore offre alla Chiesa. Il carisma del Cammino sorge attraverso due laici che hanno maturato scelte radicali di vita evangelica vivendo in mezzo agli emarginati ed esclusi in una baraccopoli nella periferia di Madrid. Quest’esperienza è raccontata nel libro “Il kerigma”, scritto dall’iniziatore del Cammino Kiko Arguello, che proprio in mezzo ai poveri formò la prima Comunità Neocatecumenale, un seme che poi venne impiantato dalla Spagna in tante altre parti del mondo. Gli statuti del Cammino sono stati definitivamente approvati dalla Santa Sede nel 2008.

All’incontro sul monte delle Beatitudini c’erano anche sei cardinali. Mi ha colpito quanto ha detto il cardinal Toppo, Arcivescovo di Ranchi – India: «Non ostacoliamo i doni di Dio. Lasciamo che i carismi che Egli dona alla Chiesa sviluppino tutte le loro potenzialità. Chi sono io per giudicare l’opera di Dio?».

Pier Giorgio Debernardi

 

il kerigma cop