Riflessioni sulla Parola di Dio della XI Domenica del Tempo ordinario
a cura di Carmela Pietrarossa

“Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato” (Lc 7,26-8,3)

 

Avvincente e sorprendente è la pagina evangelica di questa XI Domenica del tempo ordinario, che vede come protagonista una donna con la qualifica, così ci dice l’evangelista Luca, di “peccatrice di quella città”, un’etichetta importante e ampiamente preclusiva di qualsivoglia inserimento sociale.
Questa donna, nonostante ciò, dimostra di avere coraggio e sfidando un certo rispetto umano, cerca Gesù e, trovatolo nella casa di un fariseo, versa le sue lacrime di pentimento sui suoi piedi, asciugandoli con i suoi capelli, baciandoli e cospargendoli di profumo.
Gesù non è affatto imbarazzato dalla scena, contrariamente ai presenti che si permettono di fare illazioni: “Un profeta saprebbe riconoscere una peccatrice e non si lascerebbe toccare da lei!”.
Ma Gesù va oltre le categorie umane, non ha timore di farsi toccare da una donna e per di più peccatrice, non ha paura di farsi contaminare dal suo peccato perché non si ferma al peccato, ma guarda oltre; considera ed apprezza, cioé, il cuore di questa donna che ha sì sbagliato, ma riconoscendo la sua miseria, se ne rammarica, chiede perdono ed Ama.
Dal perdono ricevuto scaturiscono i suoi gesti di gratitudine, più generosi in colui a cui molto si è perdonato.
Se, dunque, il peccato ci fa toccare con mano il nostro limite e la nostra inclinazione a cadere, il perdono ci consente di conoscere ed entrare nel cuore di Dio, fissando qui la nostra dimora perché finalmente ci siamo sentiti amati, stimati, non abbandonati nonostante tutto.
Dio non è un contabile che rendiconta crediti e debiti, annullando i secondi per compensazione con i primi, (non ce la caveremmo mai se agisse così!), egli è attratto solo dalla generosità della nostra vita nel donargli il poco che abbiamo, dopo aver sperimentato il suo amore anche attraverso il perdono.
Dio è come un bambino che non si stacca dalla sua mamma e continua a baciarla anche se la mamma in quel momento vorrebbe fare altro; Egli, pur rispettando la nostra libertà, non si separa mai da noi e vuole ricolmarci delle sue attenzioni solo perché ci ama.
La donna peccatrice vuole voltare pagina, guardare avanti, essere protesa verso un futuro che la vedrà “nuova creatura” accanto al Maestro.
Nell’atteggiamento del fariseo, invece, non è difficile intravedere quello di tanti cristiani perbenisti, e forse anche noi siamo tra questi, pronti a puntare il dito sul peccato dei fratelli o addirittura a redigere l’atto di ripudio dall’alto della propria saccenza o presunta innocenza.
Ma chi è veramente innocente davanti a Dio? Chi può vantarsi di qualcosa?
Il Signore conceda a ciascuno di noi di ritrovarci ai suoi piedi per bagnarli con le nostre lacrime di pentimento per le nostre reiterate incorrispondenze, di asciugarli con gesti concreti di carità a beneficio dei nostri fratelli, ungendoli, infine, con il profumo che sale a Dio da un cuore che ama intensamente.
Buona domenica!