Riflessioni sul vangelo della I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) 3 dicembre 2017
a cura di Luca Rubin

 

Fate attenzione, vegliate (Mc 13,33-37)

 

A me non piace vegliare. Veglio se sono insonne, se non sto bene io o un mio caro, veglio se un grosso problema attanaglia la mia mente, veglio se… Questi ed altri sono tutti ostacoli al sonno, al riposo, e detto tra noi, il pensiero di non poter riposare non mi diverte così tanto.

Eppure il vangelo di oggi ci dice ben quattro volte “Vegliate”.  La veglia a cui Gesù allude non è quella notturna, non ci sta dicendo di privarci del sonno: il “fate attenzione” ci aiuta nella comprensione. La veglia è quella del cuore e della mente, che cercano la via migliore per fare le cose, il modo più bello e più vero per vivere la propria vita di esseri umani e cristiani. Questo tipo di veglia non esaurisce le forze, anzi: corrobora lo spirito e lo rende pronto a vivere ogni situazione non improvvisando, ma avendo ben chiaro davanti a sè tutto il bene possibile da compiere.

Gesù sa bene di che pasta siamo fatti (Lui è dei nostri, chi meglio di Lui può saperlo?), e ci suggerisce di vegliare, di essere vigili, desti, svegli pronti. Perché spesso succede, che dopo un primo momento di entusiasmo ci lasciamo andare, abbandonando i bei propositi, dimenticando la primitiva intenzione, e arrestando ogni cammino, ogni percorso, e questo succede a tutti i livelli, sempre. La veglia è l’integratore naturale che ci permette un cammino più regolare facendo attenzione a chi seguiamo.

Voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà. Gesù ci dice che non sappiamo, e come risposta adeguata a questo non sapere è bene vegliare. Noi non sappiamo quando il padrone di casa ritornerà, cioè quando saremo chiamati a trasferirci a casa di Papà Dio per sempre, ma neppure sappiamo se tra cinque minuti saremo chiamati a un atto di amore, a un’attenzione verso il nostro prossimo. Non sappiamo se ci verrà chiesta una collaborazione, non sappiamo se una mano si tenderà verso di noi e ci chiederà qualcosa, non sappiamo se un amico verrà da noi col cuore gonfio a raccontarci la sua vita. La veglia ci permette di essere pronti a qualsiasi evenienza, a dire sì invece che no, ad accogliere invece di rifiutare, ad amare invece di essere indifferenti.

Questa veglia si tinge di un caldo color viola, poiché oggi inizia l’Avvento, tempo di attesa, di speranza, di gioia! La gioia che ci viene dal sapere che il Figlio di Dio, Gesù, si fa in tutto uno di noi. Attesa e veglia siano gli ingredienti principali del Natale ormai vicino. Solo così Giuseppe e Maria potranno darci il Bimbo in braccio da cullare, da amare.

Buona domenica, buon Avvento!