Commento al Vangelo della I domenica di Avvento. 1 dicembre 2013

 

 …e non si accorsero di nulla. (Mt 24,39)

Siamo una generazione distratta. Un segnale inquietante è l’aumentare, nei bambini in età prescolare e scolare, dei disturbi da deficit di attenzione. Facciamo tutti fatica a concentrarci su qualcosa che non sia una rapida e magari violenta sensazione. Facciamo ancora più fatica ad uscire da nostri, più o meno reali, bisogni e dai nostri desideri immediati per porre attenzione all’altro e tanto più all’Altro.
Attraverso i media e si social network, sappiamo tutto di tutti e “non ci accorgiamo di nulla”. Ci commuoviamo per le vittime del tifone nelle Filippine, e non ci accorgiamo della disperazione di chi ci sta vicino. Ci entusiasmiamo – giustamente – per le parole di Papa Francesco e non muoviamo un dito per la nostra comunità.
Buddha definiva l’uomo saggio, come colui che è “attento fra i distratti, ben sveglio tra i dormienti”.
Gesù, nel Vangelo che la liturgia pone all’inizio dell’Avvento, invita alla vigilanza. Cioè a fare attenzione, a tornare in sé. Non al sé dei capricci ma al sé profondo dove dimora lo Spirito di Dio. Scriveva Sant’Agostino: «Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas» (Non uscire da te stesso, rientra in te: nell’intimo dell’uomo risiede la verità).
È il cammino della conversione quotidiana, la porta stretta che ci rende capaci di ascoltare, in mezzo al chiasso del mondo, la voce di Dio che ci chiama.

La tentazione è quella di scivolare nel insensibilità del “già visto”.

Il peccato è non accorgersi più di nulla. Nemmeno di Dio.

 

avvento
Per l’Avvento 2013, Vita Diocesana Pinerolese propone, accanto a queste meditazioni, anche i Video-Vangeli, un’occasione multimediale per prepararsi alla solennità del Natale.