Commento al Vangelo della  III domenica di Avvento a cura di Patrizio Righero. 15 dicembre 2013

Dobbiamo aspettare un altro? Mt 11,3

L’attesa di qualcosa o di qualcuno caratterizza la vita di ogni donna e di ogni uomo. Si attende la chiamata per un lavoro, si attende una giusta sentenza, si attende un politico che possa guidare il paese con equilibrio e buon senso, si attende un parroco, un vescovo, o magari addirittura un papa che possa ridare freschezza alla Chiesa, si attende la persona con la quale condividere una vita… Si attende. E quando finalmente si intravvede qualcuno, sorge il dubbio: «è davvero questa la persona giusta? Oppure devo aspettare qualcun altro?
Il dubbio è legittimo e il Vangelo di Matteo racconta che Giovanni il Batista, senza tanti giri di parole, invia dei discepoli a quel suo strano parente, per domandargli a bruciapelo: «sei tu oppure no?»
Fin da subito, incontrando Gesù, Giovanni gli aveva riconosciuto un carisma superiore al suo tanto da dichiarare: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».
Ora però, anche per il Battista, si tratta di fare una scelta definitiva, di capire se è lui, oppure no, il figlio di Dio, colui nel quale perfino un prigioniero condannato a morte può riporre le ultime briciole della sua speranza.
La persona stessa di Gesù diventa il nodo di tutta la questione.
Il legittimo dubbio ad un certo punto, anche per noi, oggi, deve lasciare spazio alla decisione della fede: questo è l’uomo. Non occorre attenderne un altro.
Così l’attesa si trasforma in incontro e la cupa diffidenza cede il posto ad una gioiosa fiducia.
«E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!»

Gesù e Giovanni Battista

 

 

 

 

 

 

Per l’Avvento 2013, Vita Diocesana Pinerolese propone, accanto a queste meditazioni, anche i Video-Vangeli, un’occasione multimediale per prepararsi alla solennità del Natale.