Bruna si è alzata presto. In casa mille cose da fare. I bambini – sono quattro! – dormono ancora.

E anche Mario non accenna ad alzarsi.

10.15 inizia la corsa.

Un sorso di colazione che si strozza in gola.

– Ma quanto ci metti a vestirti?

– La giacca l’ho messa sulla sedia, ne sono sicuro come… ah eccola!

– Sbrigati, sbrigati, sbrigatiiiiiiiii

E l’auto scivola per tre, quattro, cinque isolati. Con qualche minuto di ritardo… tutti in Chiesa e attacca il “confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli…”.

– Confesso che potevamo arrivare prima, se solo…

E gli occhi scuri di Bruna sono rimprovero e perdono al tempo stesso.

“Che è versato per molti…”.

– per molti quanti? Emanuele, dall’alto dei suoi 5 anni, non perde l’occasione per una domanda da cento punti.

– Per molti… tutti!

Mario è il teologo di famiglia e sa dare la risposta opportuna anche al momento sbagliato.

Quasi sempre.

Pace, pace, pace.

Un sorriso e una stretta di mano anche a chi sta sempre a borbottare.

– Il corpo di Cristo.

– Amen

– Amen

– Amen

– Amen

– Amen

– Perché io non posso ancora fare la comunione?

Andate in pace. Con il gelato promesso. Ma di corsa.

Bruna ha il turno alla casa di riposo. Via il vestito della festa. Su con il camice.

– Come sta nonna Carmela? La vedo in forma. Come dice? Un altro cuscino. Ci penso io…

Mario, l’aria di chi ha percorso mezza maratona con una gamba sola, a buttare negli spogliatoi le scarpe di Fulvio che tra tre minuti è in campo.

Emanuele e “ricciolo” sono già sugli spalti. Eccitatissimi.

Ilaria a ripassare storia per l’esame di domani.

– Il corpo di Cristo.

– Amen

– Amen

– Amen

– Amen

– Amen

– Perché io non posso ancora fare la comunione?

È il corpo di Cristo che è uscito dalla Chiesa.

È il corpo di Cristo che è andato al lavoro.

Sul campetto di calcio del rione.

Sugli spalti a fare il tifo.

A studiare storia dall’amica del cuore.

È il corpo di Cristo in processione per le vie della città.

È il corpo di Cristo vivo.

Bruna, Mario, Emanuele, Fulvio, “ricciolo” e Ilaria sono i baldacchini, i tabernacoli, gli ostensori.

Arredi liturgici con un cuore e i capelli scuri.

È il Corpus Domini che si scioglie, digerito nelle vie della città.