13 dicembre 2014

Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro (Mt 17,12).

 

In questo tempo prenatalizio può sembrare inopportuno il riferimento alla passione di Gesù, oggi sotto la lente di ingrandimento da parte dell’evangelista Matteo, e, tuttavia, anche questa riflessione rientra nel cammino di preparazione alla nascita del Redentore, il quale ha assunto la nostra natura e con essa tutto ciò che la contraddistingue anche nella sua dimensione più inclemente dal punto di vista umano.
Il richiamo alla sorte di Giovanni Battista nella persona di Elia, non riconosciuto ed ucciso per la sua coerenza alla verità, inoltre, vuole essere un invito a non aspettarsi niente dagli uomini, ma tutto da Dio; i primi, infatti, con la stessa facilità con cui ci esaltano, possono, poi, di lì a poco, denigrarci. L’unico a restare fedele è il Signore, lui sì che non ci volta le spalle, anzi segue il nostro incedere, sovente, molto lento, aspettando solo il nostro libero assenso: “I suoi passi tracceranno il cammino” (Salmo84/85).
Vieni, Signore, fedeltà incarnata!

 

Carmela Pietrarossa

basic II settimana (deleted 5a916658c531db8f118279e50b27f332)