Commento alle letture della solennità del Battesimo di Gesù (anno C)  a cura di Carmela Pietrarossa. 10 gennaio 2015

 

In ascolto della Parola, Verità sul nostro cammino

 

“Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!” (I lettura Is 40, 1-5.9-11).

 

“Egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro” (II lettura Tt 2,11-14;3, 4-7).

 

“Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»” (Lc 3, 15-16.21-22).

 

La Parola ci traccia la Via

E’ possibile separare il Vangelo di questa domenica in tre scene con protagonisti e messaggi diversi; la prima ha per soggetto il popolo che stima a tal punto Giovanni da credere che sia lui il Messia atteso e desidera, pertanto, comprenderne l’identità.

La seconda scena ha per protagonista lo stesso Giovanni che risponde fornendo questa definizione del Cristo: “Uno più forte di me, al quale non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali” (Lc 3, 16).

Egli, dunque, si mette da parte dimostrando tutta la sua umiltà nell’accezione più autentica del termine. Umiltà, infatti, non è sinonimo di sdolcinatezza o di un piegare sempre e comunque la testa, umiltà è verità di noi stessi, di noi in rapporto a Dio, di noi in rapporto agli altri.

Il Giovanni che fa questa affermazione è lo stesso, infatti, che rivolgendosi ai farisei ed ai sadducei non esita a chiamarli “Razza di vipere” (Mt 3, 7).

Continua Giovanni: colui che deve venire “vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3, 16), un battesimo, cioè, che non è solo purificazione, ma che trasforma tutta la vita generando gesti di salvezza.

Giungiamo così alla terza scena a cui le due precedenti convergono naturalmente e che ha per protagonista Gesù, uno di noi, in fila con la sua gente, mischiato alla folla nell’anonimato più assoluto.

Anche in questa scena non possiamo non sottolineare l’umiltà dell’uomo Dio che continua a scegliere questa via per farsi vicino e solidale con ogni uomo che cammina sporcandosi.

Dopo aver ricevuto il battesimo, Gesù si ferma in preghiera, allora, ci dice la Scrittura, “Il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito santo in apparenza corporea, come di colomba” (Lc 3,23).

E’ la preghiera, quindi, che apre i cieli e svela la vera identità di quell’uomo attestata sia dalla colomba che dalla voce del Padre: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Lc 3, 23).

Inizia così il tempo della grazia e come all’inizio della creazione lo Spirito si librava sulle acque ad indicare la provvidenza amorosa di Dio sul creato, parimenti ora posandosi su Gesù in Lui dà inizio ad una nuova creazione.

Pensiamo al nostro battesimo in cui, come ci dice Paolo, l’uomo vecchio è stato crocifisso (Rm 6,6) e che ha fatto di noi in Cristo nuove creature: grazie al dono dello Spirito ricevuto, siamo in grado di chiamare Dio con il nome che gli appartiene, Padre.

Il Battesimo ci ha resi figli di Dio e dimora dello Spirito, che lavora silenziosamente in noi cristificandoci, nella misura in cui lo assecondiamo con grande umiltà.

L’umiltà sembra essere la vera protagonista di questa pagina evangelica perché solo un cuore umile e consapevole della vita divina presente in lui, lascia la grazia libera di operare attraverso gesti tangibili di disponibilità al progetto di Dio, e solo un cuore libero lascia libero lo Spirito di operare facendo di noi altre “compiacenze” del Padre.

 

La Parola diventa Vita, nell’oggi del tempo

Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto, tu che distendi i cieli come una tenda (Sal 104).

 

Buona Domenica in Gesù Maestro, Via, Verità e Vita!

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