Commento al Vangelo della II domenica di Avvento a cura di Massimo Damiano. 8 dicembre 2013

«Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola» (Lc1,38)

Il mistero della salvezza, quel vertiginoso evento che vede un Dio spogliarsi delle sue prerogative celesti ed assumere la natura umana per aprirle un nuovo destino di vita e beatitudine, prende il via e si regge su questa frase, pronunciata più di duemila anni fa da una giovane ragazza ebrea.
Tutto ha inizio da qui, dall’assenso di Maria a qualcosa di talmente grande che lei  non può comprendere e che, anzi, la turba profondamente. Tuttavia accetta. Per lei infatti, più forte di tutto, è la fede in quel Dio per cui, “nulla è impossibile”. In questa narrazione la figura di Maria risplende in tutta la sua bellezza che si oppone, per contrasto, ai modelli oggi entrati a far parte di un pensiero estremamente diffuso, e ormai quasi comune. Maria è “piena di grazia” cioè di una bellezza profonda, che viene da Dio e che riguarda tutto il suo essere e non solo l’aspetto esteriore. Una bellezza che viene da dentro e che si ricollega direttamente a quella bontà originale che Dio Creatore ha infuso in tutte le cose. Maria è unita al suo Signore, non si è mai separata da lui, ed ha trovato grazia ai suoi occhi, tanto da essere scelta come collaboratrice dello Spirito Santo per una nuova creazione. Maria è nascosta, piccola, è la “serva del Signore” e per questo sarà grande, la più grande fra tutte le creature. Maria “non conosce uomo” eppure sarà feconda, di una fecondità inaudita e inesauribile. Madre del Figlio dell’Altissimo che “siederà sul trono di Davide” e il cui regno “non avrà fine”, ma anche madre di tutti i salvati, di tutti coloro che accettano di essere lavati dal sangue salutare del frutto del suo seno, Gesù.

Per l’Avvento 2013, Vita Diocesana Pinerolese propone, accanto a queste meditazioni, anche i Video-Vangeli, un’occasione multimediale per prepararsi alla solennità del Natale.

 

Maria