Commento alle letture della XXX Domenica del Tempo ordinario
a cura di Luca Rubin. 26 ottobre 2014

Amerai (Mt 22,34-40).

cuoreNon so se esiste una statistica delle parole più usate, sia orale sia scritta, nel canto, nella poesia, nella vita di ogni giorno. Scritta sui muri, sugli alberi. Avete capito: la parola più usata credo sia proprio AMORE. E si sa: più si usa una cosa, più essa si logora, perde colore, alcune parti si danneggiano, fino a essere inutilizzabile. Questo succede anche alle parole: le usi così tanto che nella migliore delle ipotesi non hanno più significato, si svuotano, se non addirittura si caricano di significati estranei alla sua origine.
Amore. Non saprei definirlo. Come non saprei definire amicizia, società, bene comune: sono termini astratti, hanno bisogno di essere incarnati, avere occhi, gambe braccia, cuore. Ecco: l’amore per esistere ha bisogno di un cuore pulsante, vivo. Il vangelo di oggi ci porta al nucleo dell’universo: ama Dio e ama il tuo prossimo. Non viene definito il comandamento cristiano, o il comandamento umano, ma il più grande e il primo comandamento, valido universalmente…
Una particolarità: Gesù usa il verbo declinandolo al futuro “Amerai.” Perché non ha detto “ama”? Sarebbe stato più preciso e impellente… E’ vero che l’amore parte da un atto di volontà libera, ma questo amore ha bisogno di un cammino, di una formazione interiore che trasforma il cuore di chi ama, amando. Allora quel verbo al futuro ci indica tutto il cammino necessario all’Amore e ci proietta nel “per sempre” di Dio. E la conclusione è una vera e propria bomba: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.” Senza Amore neanche la Bibbia sta in piedi! Senza Amore tutti i profeti, gli evangelisti, i santi, non esisterebbero. E neppure tu ed io. San Massimiliano M. Kolbe diceva: “Solo l’amore crea.”
Buona e gioiosa domenica!