Gli auguri del Vescovo Nella liturgia della domenica di Pasqua c’è questo bel canto pieno di speranza: “Morte e vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa”.
La missione e la testimonianza del cristiano è trasmettere questo annuncio con uno sguardo che, pur non dimenticando il tempo presente, si spinge oltre, verso “i cieli nuovi e la terra nuova” dove la morte è vinta per sempre. La Pasqua ci impegna ad essere seminatori di speranza sia nel vivere quotidiano sia nell’attesa della risurrezione futura.
Qui sta la nostra “differenza”: vivere come risorti! Sì, la vita di risurrezione è già cominciata in noi nel Battesimo. Attraverso segni, comportamenti e scelte dobbiamo mostrare la gioia di condividere la vita di Dio, che è Amore, dunque vita di risurrezione già nel presente.
Vedendo questa differenza chi non crede oppure è indifferente, si interroga e si chiede: perché in voi c’è questa speranza?
Oggi più che mai c’è bisogno di segni di speranza! Davanti a immani catastrofi naturali, a scenari di guerra e di rivoluzioni con l’esodo di migliaia di profughi, l’annuncio di Pasqua deve farsi un varco attraverso il nostro stile di vita improntato al comandamento dell’amore. Solo così si rende visibile l’invisibile vita di Dio.
Desidero che l’augurio pasquale raggiunga tutti, in particolare le famiglie che portano in sé ferite e divisioni; le persone che soffrono e stentano a trovare la forza di reagire; gli operai che rischiano la perdita del posto di lavoro.
Il lavoro è un bene troppo prezioso la cui perdita può spegnere ogni speranza. Ogni giorno nella preghiera percorro la geografia della diocesi e ricordo le fabbriche a rischio. Per tutti chiedo al Signore il dono del pane quotidiano, cioè il lavoro. Il Signore sostenga la speranza di tutti; aiuti a trovare soluzioni che assicurano benessere e prosperità al nostro territorio.
Auguro buona Pasqua con le parole di Giovanni Paolo II che il primo maggio sarà dichiarato beato: “Non abbiate paura!”. Questa espressione l’ha ripetuta tante volte, e nelle più svariate circostanze. La rivolgo anche a voi pinerolesi, in questo momento non facile per il futuro del nostro territorio.

+ Pier Giorgio Debernardi Icona della resurrezione