23 giugno 2015

Quali le luci e quali le ombre della nostra chiesa? Questa semplice domanda ha guidato i lavori del Consiglio pastorale diocesano che si è svolto lunedì 15 giugno a Pinerolo, nel salone Engim. Si è trattato, in realtà, di un momento di raccolta perché la domanda era stata posta ai responsabili delle diverse realtà diocesane già nel mese di febbraio al fine di preparare il Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

La proposta era stata lanciata da don Giorgio Grietti, referente diocesano per il Convegno, che aveva voluto così coinvolgere tutta chiesa pinerolese. Nello specifico aveva domandato: «Quali sono a vostro avviso le luci e le ombre della nostra chiesa diocesana? Quali le urgenze? Quali difficoltà si incontrano?».

E venivano quindi indicati tre grandi ambiti: la Parola, la liturgia e la carità. «Si potrebbe dire, con termini analoghi – scriveva don Grietti – che cosa va bene o non va bene nella catechesi, nella predicazione, nelle celebrazioni liturgiche, nelle attività “caritative”, nei gruppi, nei movimenti, nella realizzazione dei programmi degli uffici». Dalla seduta “aperta” del consiglio pastorale, alla quale erano presenti i quattro delegati laici per il Convegno di Firenze (Valentina Cucculo, Edna Fontalvo, Enrico Delmirani e Paolo Frairia) e diversi operatori pastorali, sono emerse alcune indicazioni.

Tra le ombre: la scarsa capacità di dialogare tra le realtà ecclesiali, la difficoltà di creare ponti con la cultura contemporanea, le resistenze ancora presenti ai nuovi cammini di catechesi, il mancato avvicendamento di parroci nelle comunità (alcuni presbiteri restano alla guida di una parrocchia per diversi decenni); la fatica di rinnovare e aggiornare l’evangelizzazione.

Tra le luci: la grande vivacità dei laici, le numerose iniziative della Caritas – e non solo – per venire incontro alle famiglie colpite dalla crisi, il lavoro di gruppi missionari capaci di coinvolgere anche le comunità locali, la presenza di un prezioso strumento di informazione come “Vita Diocesana Pinerolese”, i tanti catechisti che si sono lasciati coinvolgere nei percorsi di formazione, il cammino ecumenico che prosegue nonostante le difficoltà.

Al termine della serata il vescovo, traendo le conclusioni, ha fatto sua una considerazione emersa durante il dibattito: forse l’ombra più oscura è quella di non far emergere le tante luci che caratterizzano la nostra chiesa. «Questa diocesi – ha concluso monsignor Pier Giorgio Debernardi – brilla per tante eccellenze che ci vengono riconosciute anche dal di fuori. Io lo dico sempre: è bello fare il vescovo di Pinerolo!»

I.C.

 

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