“Conversione” è la parola che attraversa tutti i quaranta giorni *All’inizio della Quaresima voglio rivolgere a tutti un invito a vivere questo tempo con impegno e forte determinazione per verificare se la nostra vita è in sintonia con il Vangelo.
“Conversione” è la parola che attraversa tutti i quaranta giorni, anzi tutta la nostra vita. È una parola forte, che non ammette ambiguità, che esige sincerità e coerenza, fedeltà e fiducia. Richiede soprattutto un nostro “si” all’amore del Signore.
Sono molte le proposte e le iniziative che vengono fatte dalle parrocchie e dalla diocesi. Valorizziamole come stimolo ed aiuto per passare dalla logica dell’egoismo a quella dell’amore.

* Benedetto XVI, nel suo messaggio per la Quaresima, ci invita a riscoprire il dono del Battesimo, inteso come avventura gioiosa ed esaltante di essere discepoli di Cristo, come incontro con Lui che informa tutta la nostra esistenza, ci dona una vita nuova e ci chiama a conversione sincera, avviata e sostenuta dalla Grazia.
Segno della conversione è vivere ogni giorno il comandamento dell’amore. Chi ama condivide. Chi non ama cede alla “tentazione dell’avere, dell’avidità del denaro, che insidia il primato di Dio nella vita”. Le conseguenze, in questo caso, sia nelle persone che nella società, sono nefaste perché “la bramosia di possesso provoca violenza, prevaricazione e morte”. Inoltre il Papa aggiunge: “l’idolatria dei beni, non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose mettendole al posto di Dio, unica fonte della vita”.

* Anche la nostra Italia ha bisogno di una Quaresima purificatrice. C’è una vita politica in continuo stato di “guerriglia” (sono parole del presidente Napolitano); c’è aumento della corruzione nelle pubbliche amministrazioni (cioè persone che utilizzano il potere per fini personali); c’è una spudorata ostentazione di vita senza valori morali, anche da parte di chi detiene alte cariche nello Stato.
Sarebbe necessario una “Quaresima laica” anche per alcuni uomini politici, per purificarsi e – speriamo – guarire da patologie come l’idolatria del denaro e l’accumulo prepotente di beni e di potere.
Ma questa dolorosa costatazione non ci deve scoraggiare. Ognuno deve dire a se stesso: voglio essere un cittadino onesto e contribuire al bene del mio Paese. Questo è possibile se c’è il costante riferimento ai valori morali. Senza la bussola della coscienza, sia la vita personale sia quella sociale, è come una casa senza fondamenta.
Quanto è importante, nel tessuto sociale, la presenza di cittadini integri, che rifiutano il compromesso e sono pronti a contribuire, senza frodi, al bene di tutti!

* Vi invito, in questo tempo di Quaresima ad intensificare la preghiera per chiedere al Signore il dono della pace e della concordia, soprattutto per le Nazioni del Nord Africa, che vivono momenti drammatici della loro storia. Quando i popoli sono privati dei diritti umani fondamentali, prima o poi, si ribellano. È la storia di sempre. Con la preghiera noi ci schieriamo apertamente dalla parte degli oppressi e chiediamo che questa lotta per la libertà, già pagata a prezzo di tanto sangue, non sia poi conculcata da nuovi regimi fondamentalisti pieni di furore fanatico e distruttivo.

* La preghiera, poi, deve essere sempre accompagnata dal digiuno e dalla solidarietà. Togliere non solo il superfluo dalla nostra vita ci impegna a non dimenticare i tanti volti di fratelli e sorelle che hanno bisogno della nostra vicinanza e della nostra solidarietà. Il digiuno apre contemporaneamente il cuore a Dio e al prossimo.
Voglio ricordare, in particolare, la costruzione della scuola primaria, che sarà intitolata a “don Giovanni Barra” in Burkina Faso, nel villaggio di Sebba. Raccomando a tutti quest’opera, in un’area, quella del Sahel, tra le più povere della terra, senza acqua né vegetazione.

* Auguro a tutti una Santa Quaresima, cammino di conversione e di riscoperta del nostro battesimo, come atto decisivo di tutta la nostra esistenza. Concludo con questa parola di Benedetto XVI, tratta dal suo messaggio: “Il periodo quaresimale è il momento favorevole per riconoscere la nostra debolezza, accogliere, con sincera revisione di vita, la grazia rinnovatrice del sacramento della Penitenza e camminare con decisione verso Cristo”.

+ Pier Giorgio Debernardi

I contributi in denaro per la costruzione della scuola intitolata a “don Giovanni Barra” in Burkina Faso possono essere effettuati (specificando la finalità):
– in Curia
– presso la sede della Caritas Diocesana di Pinerolo (via del Pino 59) aperta il martedì dalle 9.30 alle 11.00
– tramite bonifico bancario intestato a: CARITAS DIOCESANA
presso BANCA CRT UNICREDIT – C. Porporato, 4 Pinerolo
c/c n. 1633922 – ABI 02008 – CAB 30755 Il 9 marzo il vescovo di Pinerolo, Pier Giorgio Debernardi, insieme ai diaconi e ai sacerdoti concelebranti, ha imposto le ceneri ai numerosi fedeli presenti in Cattedrale.