08 settembre 2014

Gli archivi conservano e talvolta svelano documenti più o meno importanti ma che sempre raccontano un pezzo della nostra storia. Nell’Archivio diocesano, il direttore don Giorgio Grietti, ha trovato una lettera che porta la data del 26 settembre 1964 e la firma del vescovo di Pinerolo Gaudenzio Binaschi, impegnato a Roma nei lavori del Concilio Vaticano II.

«Tra pochi giorni – scrive Binaschi rivolgendosi ai Chierici e ai Seminaristi – dopo ma lunga vacanza ristoratrice, farete ritorna al Seminario, per incominciare un nuovo anno scolastico ed io, obbligato a Roma per il Concilio, dovrò accontentarmi di essere con voi in spirito e con la preghiera. Ai reverendissimi Superiori ed a voi, Chierici e Giovani carissimi, l’augurio mio più fervido di un anno felice e fecondo di bene nello studio e nella pietà».

Quindi qualche ragguaglio sui lavori conciliari: «Qui si lavora intensamente; tutti i giorni, tranne il sabato e la domenica, i 2.300 Padri Conciliari, dalle nove alle tredici si raccolgono nella Basilica di S. Pietro, dove si susseguono 15-20 oratori, e non poche volte i Vescovi delle varie Nazioni hanno anche altre adunanze nel pomeriggio. Si sta votando lo schema tanto importante e pieno di difficoltà: de Ecclesia. Il Concilio Vaticano I ci diede la dottrina che riguarda il Papa, e il Vaticano II ci presenterà, nella sua vera luce, la Chiesa come Gesù, la volle ed istituì, ed aperta alle esigenze dei nostri tempi. Nella Chiesa ha una parte importante il Vescovo, il quale, come successore degli Apostoli, dovrà continuare l’opera loro per la salvezza del mondo».

Consapevole della grande responsabilità di cui è investito, il vescovo domanda «una particolare preghiera per il Concilio, e per il Vescovo, perché lo Spirito Santo lo illumini e guidi in questo momento così grave della Chiesa. Ma per compiere la sua missione, il Vescovo ha bisogno della cooperazione pronta e generosa dei Sacerdoti. Senza di essi Egli non potrà svolgere il suo ministero. Ed io, dando uno sguardo alla Diocesi, da questo punto di osservazione, devo ringraziare Iddio per lo spirito soprannaturale dal quale è animato il nostro clero, e per la generosa attività con cui si prepara l’avvenire, curando l’Azione cattolica, l’istruzione religiosa della gioventù, lo svolgimento liturgico delle Sacre funzioni ed avvicinando socialmente il lavoratore».

La lettera si conclude con una paterna esortazione ai “Chierici e Giovani carissimi”: «Andate formando lo spirito vostro a quel senso di apostolato che deve guidarvi domani, fatti Sacerdoti, ed intensificare la vostra preghiera».

Il vescovo Gaudenzio Binaschi con il senatore Agnelli (Foto Archivio Diocesano)

Il vescovo Gaudenzio Binaschi con il senatore Agnelli (Foto Archivio Diocesano)