AGD –  Inaugurato  martedì mattina a Torino al Seminario Metropolitano l’anno accademico delle istituzioni teologiche: Facoltà teologica di Via XX settembre, ISSR, e Facoltà teologica dei salesiani di via Caboto.

Relatore  eccezionale è stato il pastore Paolo Ricca sul tema celebrare la riforma luterana: «500 anni dopo che cosa celebrare e che cosa non celebrare della Riforma protestante». Prima nella chiesa di  Lorenzo, l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia,  ha presieduto la celebrazione eucaristica  a cui hanno partecipato docenti e studenti delle varie strutture e gradi di studio teologico.  Nell’aula magna Ricca alla presenza di tutto il corpo docente e gli studenti di teologica, è stato introdotto dal rettore dell’Università pontificia salesiana, don Andrea Bozzolo, che affiancava al tavolo della presidenza il relatore e il preside della Facoltà teologica don Roberto Repole.  Lo stesso Repole durante la messa aveva  ricordato che «è passato  quasi un anno da quando papa Francesco, da Firenze, parlando alla Chiesa italiana aveva invitato tutti a leggere, meditare e a rendere operativa l’Evangelium Gaudium, un documento molto importante in cui invita a diventare Chiesa in uscita andando all’essenziale. Oggi per riproporre il Vangelo in un contesto di evangelizzazione ci vuole un sovrappiù di teologia per non rischiare di cadere in semplici slogan. Questo è anche il senso di aprire l’anno accademico  con una messa, per il nostro senso pastorale, docenti e studenti insieme». Nella sua relazione Paolo Ricca ha  poi spiegato come e perché celebrare, o meglio ricordare la Riforma. Molto più complessa e profonda dal comune pensiero all’interno del mondo cristiano. Nella lunga dissertazione Paolo Ricca ha ricordato le differenze tra Riforma e riformatori, le implicazioni storiche culturali e perché  si possa e debba celebrare la Riforma, ma solo per alcune perle e invece rileggerla criticamente su altri aspetti di natura sociale e politica del tempo.

AGD

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