AGD – 29 giugno 2015

È stata un’ostensione tra le più partecipate e vissute dai pellegrini per intensità umana e spirituale. Quasi tre milioni di persone, compresi coloro che vi sono giunti solo per la la visita di papa Francesco, sono arrivate a Torino dal 19 aprile al 24 giugno.

«Alla Sindone il Papa– ha detto monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino – è stato in silenzio meditativo come ogni pellegrino. Nessuna parola per non rompere quel clima di contemplazione e silenzio che esige la Sindone. Ma egli ha fatto un gesto ricco di tenerezza e di significato pregnante. Ha toccato il sacro Lino, lo ha come accarezzato, come se avesse toccato il corpo martoriato del Signore per consolarlo».

Il Papa ha ricevuto in dono il frutto delle offerte dei pellegrini dell’Ostensione e dei fedeli della diocesi di Torino, oltre un milione di euro, ma ha chiesto a monsignor Nosiglia di destinarli ad un’opera di carità a favore degli ultimi a Torino.

«Definiremo –riferisce l’Arcivescovo – in questi giorni con la Caritas, l’Ufficio Migrantes e la Pastorale della Salute. Tornando ai 67 giorni dell’ostensione l’Arcivescovo di Torino ha elogiato il lavoro dei tantissimi volontari (4552), dell’organizzazione e dell’accoglienza che ha definito perfetta “anche per l’amorevolezza e la simpatia dei volontari».

Un popolo variegato ha pregato davanti alla Sindone: famiglie con bambini e ragazzi, giovani, senza fissa dimora e poveri, ortodossi ed evangelici, musulmani ed esponenti di altre religioni, persone provenienti da tutti i Paesi europei, America, Africa, Medio Oriente ed Asia, compreso un migliaio di filippini.

Hanno sostato davanti al Telo numerosi cardinali, vescovi, preti, diaconi, religiosi e religiose, associazioni e movimenti ecclesiali. Folte le delegazioni dei pontifici consigli della Santa Sede e degli uffici della Cei. Sono sfilate inoltre davanti alla autorità politiche, economiche e finanziarie, dello spettacolo, dello sport, del cinema e del teatro.

«I 67 giorni di Ostensione hanno lasciato un segno nella città – commenta il vicesindaco Elide Tisi –. È stata sancita la capacità di collaborare tra soggetti diversi per raggiungere obiettivi comuni. Lavorare insieme è la chiave per raggiungere i risultati migliori».

«Lo dimostra il lavoro della Pastorale giovanile diocesana che ha accolto migliaia di giovani da tutto il mondo, della Pastorale della Salute che ha coordinato le iniziative di accoglienza per malati e disabili, fra cui gli Accueil, e a la collaborazione con associazioni che operano nelle carceri Le Vallette e Ferrante Aporti».

L’Ostensione in numeri

I malati

Oltre mille i pellegrini malati e disabili ospitati nelle due strutture con i loro accompagnatori, provenienti anche dall’estero. Per tutti i 67 giorni di Ostensione 200 volontari della Sindone hanno garantito assistenza 24 ore su 24.

Oltre 50 i seminaristi provenienti da tutta Italia che si sono alternati per tutto il periodo prestando servizio accanto agli altri volontari. Ottima la collaborazione con il Medical Services per l’assistenza sanitaria. La visita del Papa ha confermato l’impegno a favore dei malati e i disabili, presenti in oltre 500 alla Messa in piazza Vittorio e poi in circa 700 al pomeriggio all’incontro con i giovani.

I giovani

Oltre 25 mila giovani sono stati accolti da «Turin for Young», il progetto della Pastorale Giovanile diocesana e salesiana che ha coordinato l’accoglienza dei gruppi di giovani che sono giunti a Torino per l’Ostensione, il bicentenario della nascita di don Bosco e la visita di Papa Francesco.

In oltre 10 mila si sono radunati dal Piemonte, da tutta Italia edall’Europa per l’Happening degli oratori e dei giovani dal 19 al 22 giugno, la mini-gmg torinese per gli incontri con Papa Francesco.Ancora in circa 10 mila sono arrivati in tutti gli altri week-end di Ostensione.

L’assistenza

In cifre il Medical Services ha contato oltre 1200 interventi (circa 365 nelle giornate di visita del Papa il 21 e 22 giugno) tra colpi di calore, piccoli traumi, assistenza mirata ai malati di Sla e ai bambini del reparto di Oncologia dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

I pellegrini ospedalizzati sono stati oltre 60 (circa 24 durante la due giorni del Papa). L’età media dei casi curati è stata calcolata intorno ai 40/60 anni

I media

Un migliaio i giornalisti, operatori televisivi e fotografi accreditati per complessive 700 testate, di cui un centinaio di TV, altrettante radio e per il resto media cartacei e/o su web. Grande l’interesse dai media stranieri, che costituiscono il 30 per cento degli accrediti: francesi, spagnole, tedesche, sudamericane, statunitensi, giapponesi, e anche di Paesi dell’area islamica.

I media italiani sono stati presenti a tutti i livelli, dalle testate nazionali a quelle locali, cartacee e web. Particolarmente significativa la collaborazione con il Centro televisivo vaticano, che ha fornito in diretta le immagini della visita del Papa trasmesse in sala stampa.

Chiara Genisio

Sacrasindone