Il gemellaggio tra le diciassette diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta con Medolla, terra colpita dal terremoto dello scorso maggio, ha raggiunto un nuovo tassello importante. Domenica 10 marzo, infatti, è stato inaugurato il primo dei diciotto Centri di comunità costruiti in altrettante zone devastate dal sisma, con i frutti della colletta nazionale proposta in tutte le Chiese italiane il 10 giugno del 2012. Il primo in assoluto ad essere entrato in funzione è proprio quello di Medolla, ad una trentina di chilometri da Modena. C’era anche monsignor Francesco Ravinale, vescovo di Asti, incaricato della Conferenza Episcopale Piemontese per Carità e immigrazione, perché quella costruzione di oltre 260 metri quadri è uno dei modi in cui si sono trasformati i soldi raccolti nella nostra regione. L’hanno chiamato “raggio di sole”, come lo aveva battezzato un medollese alcune settimane fa pensando che «proprio come tale ha un solo scopo: quello di andare verso la luce di Dio». Commozione nelle parole del Sindaco della piccola cittadina mentre ringraziava tutti per la vicinanza e l’impegno profusi. C’era un vero sentimento di fraternità nelle parole di don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana, che ha provveduto a cedere la proprietà della nuova costruzione alla parrocchia dei Santi Senesio e Teopompo nella persona del parroco don Davide Sighinolfi. «In tanti dicono che non c’è impegno, che non c’è attenzione reciproca. Non è vero. Questo centro è la dimostrazione che non siete soli» ha commentato monsignor Ravinale a nome dei vescovi piemontesi. Un grande salone interno di 160 metri quadri, divisibile con pareti mobili in tre vani, due da quarantasei metri e uno di 70, e due stanze laterali di una ventina di metri quadrati l’una. Un centro polivalente e polifunzionale costruito con un sistema di tavole in legno e ossatura in metallo, in materiale naturale. Progetto caldo e accogliente costruito di gran carriera dall’architetto Marco Zini, anche lui di Medolla e per questo molto attento alla storia passata. Tanto da inserire all’interno della costruzione, con un artificio architettonico molto interessante, una piccola quercia piantata il 5 marzo 1989 dagli Scout della parrocchia. Così un albero è diventato simbolo dell’inizio di un nuovo cammino: il passato e il futuro si integrano in una prospettiva di solidarietà, condivisione e servizio. «Molti dei donatori forse non sapranno mai esattamente che la loro offerta è diventata mattone qui o in un altro sito colpito dal terremoto. Ma è un segnale potente del valore della gratuità che si fa condivisione, senza alcuna pretesa». Così rifletteva l’Arcivescovo di Modena-Nonantola poco prima di benedire i locali.

Il centro “raggio di sole”, realizzato a Medolla (Mo) grazie ai contributi della Caritas Piemonte

Il centro “raggio di sole”, realizzato a Medolla (Mo) grazie ai contributi della Caritas Piemonte

Sta crescendo a vista d’occhio, pochi metri più in la del nuovo centro, la chiesa parrocchiale che in tanti si augurano di poter consacrare intorno alla data dell’anniversario del terremoto. Una aula ampia, ben illuminata dalla luce naturale, e una sala incontro al suo fianco per poter far ripartire la normalità delle attività parrocchiali. Anche questo è segno di speranza: ne è convintissimo il parroco che ha già provveduto in novembre a benedire un’altra chiesetta nella seconda parrocchia a lui affidata, nella frazione di Villafranca. Il primo servizio comunitario del “Centro di Comunità Raggio di Sole” è stato l’immancabile pranzo emiliano per circa 150 persone: che ha accompagnato tanti discorsi di speranza e di futuro. Come quello che i piemontesi hanno fatto con gli amici della Caritas Parrocchiale impostando le attività future del gemellaggio: un percorso di formazione e tutoraggio per i volontari, le attività estive per giovani ed anziani, la progettazione sui servizi di carità per chi ha perso tanto, la progettazione individuale a sostegno dei nuovi poveri. “Raggio di Sole “è un centro per ripartire nella comunità, ma anche una occasione perché noi possiamo non fermarci nel rendere concreto il nostro “si” alla chiamata del Signore.

 

 

Pierluigi Dovis

Delegato Regionale Caritas Piemonte e Valle d’Aosta