Il decennale della morte di Monsignor  Giachetti ed il Giubileo vissuto alla scuola di Maria, “Madre di Misericordia”: queste, per il 2016, le specificità del pellegrinaggio diocesano che ieri  ha visto confluire al santuario di Oropa uomini e donne, laici, consacrati, preti e diaconi da ogni zona del Pinerolese (350 circa).  Ciascuno portava nel suo cuore tanti fratelli e sorelle che non potevano essere fisicamente  presenti per i motivi più diversi, a partire dalla salute.E c’era pure chi è arrivato direttamente dalla GMG di Cracovia, saldando anche a livello spirituale la dimensione “globale” con quella “locale”.

Sia accogliendo i pellegrini, sia presiedendo la celebrazione eucaristica, monsignor Debernardi ha ricordato in spirito di fede e preghiera il proprio  predecessore, la sua sollecitudine pastorale per ogni relatà della diocesi, per il mondo del lavoro, per l’ecumenismo.

Nel corso dell’omelia, si è soffermato sulle meraviglie operate da Dio, ricco di misericordia (come dice la  Lettera agli Efesini)  nell’esistenza di Maria, che questa misericordia l’ha cantata nel “Magnificat”, l’ha accolta affidandosi con estrema confidenza a Gesù e attraverso  di Lui al Padre, nell’unità dello Spirito Santo. Aiutati dal Vescovo, i presenti hanno potuto ripercorrere il testo biblico, per scoprire i comportamenti, gli atteggiamenti con cui Maria  insegna e aiuta a  seguire Gesù, a essere suoi discepoli realizzando la vocazione battesimale: ascolto obbediente e meditazione della Parola di Dio, perseveranza nelle fede e nella preghiera anche in mezzo alle oscurità e difficoltà, lode, ringraziamento, servizio agli altri con cui si testimonia Gesù al mondo…

Si è camminato molto in questo pellegrinaggio: al mattino dietro al Vescovo che portava la croce, per spostarsi dalla Basilica antica a quella Superiore. Nel primo pomeriggio, per avanzare verso la Porta della Misericordia aperta, come in tanti santuari del mondo, anche nella Basilica Antica di questa Oropa, che richiama alla mente la memoria storica della prima evangelizzazione del Piemonte. E da ultimo “in uscita” dalla stessa Basilica per la processione eucaristica. Sempre la preghiera, il canto, le letture con abbondanti citazioni dagli insegnamenti di papa Francesco, hanno offerto ad ogni cuore gli aiuti per trasfigurare questo “camminare fisico” in segno di un percorso spirituale, di una conversione personale e comunitaria come risposta alla Divina Misericordia che vuole raggiungere e abbracciare ciascuno e ciascuna:per trasformarli e renderli a loro volta “canali dell’amore di Dio”, misericordiosi verso il prossimo. Questo servizio di animazione liturgica, in cui molti hanno profuso impegno ed energie, utilizzando anche un piccolo volume ben curato dal Santuario stesso, invitava a modellare il proprio cuore su quello mite ed umile di Cristo: vivendo con i sentimenti di Gesù le quotidiane relazioni familiari e sociali, obbedendogli quando dice “Siate misericordiosi,come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati;non condannate e non sarete condannati”.

Rapporto personale con Gesù che produce il cambiamento del cuore, rinnovamento fraterno nelle relazioni con tutti sono i temi che hanno animato, in spirito di preghiera, anche le ultime parole del Vescovo, ruotanti sul concetto cardine di “aprire”:  aprire le case per ascoltare i  fratelli in difficoltà, aprire le parrocchie a quanti soffrono perché chiunque, senza sentirsi escluso, vi possa trovare un segno della misericordia del Padre. Apertura e accoglienza reciproca devono segnare anche la prosecuzione del bel cammino ecumenico portato avanti sinora; e nel loro sviluppo, di cui dobbiamo cogliere e valorizzare i segni, possiamo e vogliamo sperare per superare le troppe conflittualità dell’attuale momento storico.

Anna Maria Golfieri