Il Papa a Tbilisi. “C ‘è un grande nemico oggi del matrimonio: la teoria del gender», ha detto Papa Francesco nel suo discorso durante l’incontro con il clero a Tbilisi. «Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimoni» ha affermato rispondendo a una delle testimonianze, quella di una madre di famiglia. «Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto difendersi dalle colonizzazioni ideologiche . Il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. La Bibbia ci dice che Dio ha creato uomo e donna e li ha creati a sua immagine: cioè l’uomo e la donna che si fanno una sola carne sono l ‘immagine di Dio».

Con buona pace di Eugenio Scalfari, Francesca Pardi (colei che sosteneva che il Papa apprezzasse i suoi libri pro famiglie arcobaleno) and Co, Papa Francesco ha riaffermato la pericolosità dell’ideologia gender. Perché è da tempo che lo fa; per esempio: 21/03/2015 sul lungomare di Caracciolo, a Napoli, con la famosa frase «il gender è uno sbaglio della mente umana», e poi ripetuta il mese dopo, il 15 aprile, durante il prosieguo della catechesi della famiglia, incentrata quel giorno sul rapporto uomo-donna e la loro complementarietà, all’udienza generale in Piazza San Pietro. In questo caso lanciò un vero e proprio appello agli intellettuali, credenti e non, ai quali chiese di affrontare la sfida del gender: «Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza. I segnali sono già preoccupanti, e li vediamo» .

Inoltre, il Pontefice è tornato a parlare di “colonizzazioni ideologiche”, tema sviluppato anche il 19 gennaio 2015. Il problema è mondiale ma anche la società italiana sta subendo una pericolosa invasione, attraverso il tentativo di introdurre l’ideologia del gender con percorsi educativi all’interno delle scuole: l’art 1 comma 16 della legge 107 cosiddetta “buona scuola” conferma. Essa attua i principi delle pari opportunità: l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto legge 14/08/2013, n. 93. Fin qui tutto bene… ma solo in apparenza. Perché non appena troviamo la convenzione a cui il testo si richiama, quella di Istanbul, scopriamo la trappola della neolingua: la parola genere. In questo contesto non ha significato di sesso biologico, bensì di negazione dello stesso, in quanto è considerato stereotipo da superare.

Il portavoce del Comitato DNF Massimo Gandolfini, intervistato da Adnkronos ha così commentato l’intervento del Papa: «Speriamo che queste parole arrivino anche ai parlamentari, alla classe politica, sopratutto quella che si definisce cristiano-cattolica. Queste dichiarazioni dovrebbero parlare anche alle coscienze di coloro che si sono assunti la responsabilità di mettere sullo stesso piano matrimonio le unioni civili, senza differenziare la famiglia come società naturale».

Daniele Barale 

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