Sanità. Cattolici e valdesi insieme per difendere gli ospedali del territorio 

Un’azione ecumenica e sociale. Soprattutto dettata dal radicamento in un territorio che vede venir meno anche i servizi più essenziali. Così è stato vissuto, venerdì 8 febbraio, il consiglio pastorale diocesano straordinario cui hanno preso parte più un centinaio di persone: non solo i delegati delle parrocchie e delle associazioni, ma anche sindaci, cittadini, cattolici e valdesi. Tutti insieme per difendere i presidi sanitari – Pomaretto, Torre Pellice e Bibiana ma anche lo stesso Ospedale Civile di Pinerolo – che rischiano di essere soppressi o pesantemente ridimensionati dalla riorganizzazione della sanità messa in atto dalla Regione Piemonte.

Da sinistra il vescovo, il moderatore della tavola Valdese E. Bernardini, il pastore G. Gianre e il moderatore del CPD W. Gambarotto

Da sinistra il vescovo, il moderatore della tavola Valdese E. Bernardini, il pastore G. Gianre e il moderatore del CPD W. Gambarotto

Accanto al vescovo, il moderatore della tavola valdese Eugenio Bernardini e il pastore Gianni Genre.

«Nell’attuale contesto sociale – ha esordito monsignor Debernardi – il malato rischia di essere ridotto a “utente” dell’azienda. Non è possibile ridurre le strutture a scapito dell’efficienza. Diventa esiziale, ad esempio, il rientro prematuro con la mancanza di cure e assistenza domiciliare integrata».

Il pastore Genre ha quindi riassunto la storia degli “ospedali Valdesi” ceduti, nel marzo 2003, alla Regione Piemonte a fronte di un incolmabile deficit di 67 milioni di euro. «La Regione – ha spiegato Genre – si assunse quel deficit accentando due condizioni: garantire i 650 posti di lavoro e mantenere i servizi. Questa seconda condizione viene oggi messa in discussione».

Il moderatore della tavola Valdese, Eugenio Bernardini, ha ricordato che «rendere un servizio politico al nostro paese significa dialogare con il territorio soprattutto quando si devono prendere decisioni difficili. Solo quando c’è l’accordo di tutti si riesce ad essere efficienti. Ma questo dialogo sulla questione della riorganizzazione sanitaria e assistenziale non c’è stato». Non solo. Ma l’assessore alla sanità piemontese, Paolo Monferino, ha disatteso anche gli impegni assunti durante un incontro con il ministro Renato Balduzzi: «Il ministro – ha raccontato Bernardini – ha chiesto di non procedere alla chiusura degli ospedali prima di trovare una alternativa. Ha chiesto di attendere alcuni mesi prima di procedere alle scelte, per sentire sindaci e territorio, secondo una serie di regolamenti previsti. Tutto ciò non è accaduto».

Prima del dibattito è intervenuto ancora Memo Sales, ex dipendente dell’Asl e attualmente impegnato con gli anziani non autosufficienti, che ha illustrato il desolante panorama dei “tagli”, quelli già attuati e quelli previsti a breve. Tra i numerosi e articolati interventi anche quelli del sindaco di Bibiana Elda Bricco e del sindaco di Porte Laura Zoggia che hanno esternato tutta la frustrazione, loro e dei cittadini che rappresentano, per i mancati confronti con le istituzioni regionali.

Al termine dell’incontro è stata letta ai presenti una lettera redatta dalla segreteria del consiglio pastorale, con la richiesta di «aprire il dialogo con il territorio per la ricerca di soluzioni condivise che -siamo certi – sapranno conciliare le esigenze dell’amministrazione regionale con quelle del territorio, che ci appare veramente troppo umiliato in questo settore»

Il testo, rivisto dal vescovo, è stato inviato lunedì 11 febbraio al Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e all’assessore alla sanità, Paolo Monferino.

Tempo due giorni e in vescovado è giunta la risposta di Cota che ha assicurato «la massima disponibilità della Giunta» precisando «che le decisioni assunte, anche nel caso specifico dei presidi sanitari di Torre Pellice e Pomaretto, non sono da ricollegare esclusivamente a scelte di bilancio, bensì alla necessità di garantire ai cittadini un servizio pubblico di alta qualità». Lamentando quindi «gli ingenti, e spesso insostenibili, tagli che continuano ad arrivarci dallo Stato», il presidente Cota ha assicurato al vescovo la disponibilità ad incontrarlo per «spiegare al meglio i nostri progetti per il Piemonte e per avviare con Lei un proficuo confronto per poter informare, insieme, i cittadini che guidiamo, su quelle che sono le criticità che stiamo affrontando alla guida della Regione e sulle soluzioni che abbiamo messo in campo e che avvieremo nei prossimi mesi per risollevare le sorti del Piemonte».

Non è molto ma è già qualcosa. A breve il vescovo cercherà di fissare un incontro con Cota cercando un dialogo che sia qualcosa di più di una semplice informazione unilaterale.

 

Il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota

Il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota

P.R.