3 settembre 2014

 

A proposito del manifesto della mostra «LGBTE» (alla quale la Città di Torino ha ritirato il patrocinio) l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, ha voluto rilasciare una dichiarazione.

«Colpisce dolorosamente, in quell’immagine, il modo in cui viene usato il corpo di una donna – si legge nel comunicato stampa – , proprio quando cresce, nella nostra cultura, un’attenzione più diffusa e consapevole alle strumentalizzazioni e alle violenze che sulle donne si commettono. I cristiani sono abituati a vedere e a riconoscere, nel corpo umano, la presenza stessa del Cristo Salvatore, e dunque la fraternità profonda, il rispetto reciproco che deve caratterizzare i rapporti fra le persone – e, ci pare, anche la rappresentazione della persona».

Quindi il riferimento alle immagini sacre “calpestate”. «Sotto i piedi di quella donna, invece, non ci sono solo le immagini sacre ma emerge la mancanza di tale rispetto, doveroso per tutti e non solo per i credenti che vedono in quelle icone calpestate il volto del loro Signore e della Madonna. In quel montaggio c’è la protervia di chi si crede al di sopra di ogni minima regola etica; di chi pretende, in nome di una supposta scelta artistica, che tutti debbano accettare qualsiasi sfregio anche al più sentito e profondo senso religioso degli altri».

La conclusione è affidata a «ogni persona di buon senso e di buon gusto» che  «saprà valutare questo episodio per quello che merita. Soprattutto quando certe scelte “artistiche” diventano un modo facile, troppo facile per cercarsi pubblicità attraverso le polemiche».

Manifesto LGBT