Nell’ospitale cornice della Casa del Catechismo si è svolto, la sera del 17 maggio, un incontro indetto dall’Ufficio Missionario Diocesano: c’erano il direttore don Giovanni Piumatti, temporaneamente rientrato dal Congo, il coordinatore Mario Bert, alcuni esponenti dell’Ufficio insieme a laici e presbiteri provenienti da varie parrocchie (Pragelato; Prali; Luserna S. Cuore; Bibiana; e diverse parrocchie di Pinerolo: Murialdo; Cuore Immacolato; Duomo e Oratorio S. Domenico; Fatima; San Verano- Abbadia e Santa Barbara – Riva). dove si esprime in diverse modalità l’interesse per la missione.

È stato un incontro partecipato, costruttivo, dove si è sperimentato il gioioso impegno di “pensare insieme” e che ha dato ai presenti nuova forza per proseguire il cammino. Don Piumatti ha offerto due constatazioni: da un lato, nell’attuale società occidentale secolarizzata e in quelle che si chiamavano “terre di missione”, sono sempre più simili le problematiche riguardanti il primo annuncio del Vangelo, la preparazione ai sacramenti, la pastorale familiare…; dall’altro lato è sempre più innegabile che i “paesi poveri” non sono tali per un caso o una necessità storica, ma sono impoveriti da precise scelte economiche
La sera del 17 maggio era l’ultima prima della veglia di Pentecoste, e ciò è stato notato sia nel confronto di idee ed esperienze, sia dal Vescovo, che nonostante i molti impegni ha fortemente voluto essere inizialmente presente con un saluto. Anche le persone riunite alla Casa del Catechismo erano, come la comunità descritta dagli Atti degli Apostoli, discepoli di Cristo riuniti in uno stesso luogo in attesa dello Spirito Santo : colui che ha dato e dà la forza di uscire e andare ad annunciare il Vangelo, colui che è “il comunicatore e l’artefice della comunicazione” per eccellenza.

Anna Maria Golfieri

 

pium - Copia

 

Sulla schiena dei poveri

«Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi. Ed intanto cerco di convincere me e gli altri che sono pieno di compassione per lui. E desidero migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile. Tranne che scendendo dalla sua schiena». (Tolstoj)

Riscoprire il senso della “Missione”, che si parli di gruppi missionari o di Centro Missio o di comunità parrocchiali, esige un’attenzione sempre più profonda e coerente ai Paesi poveri non per destino ma perché impoveriti da scelte umane storiche.
C’é una connessione innegabile tra la nostra ricchezza e la loro povertà: le ricchezze naturali dei paesi impoveriti sostengono il nostro benessere senza che ne venga anche a loro un vantaggio (non é molto strano che i paesi con più ricchezze naturali siano abitati da persone povere in modo dis-umano?); le guerre che uccidono i poveri nascondono il nostro furto delle loro risorse dirottando la nostra attenzione, di cosa parlano i nostri mezzi di informazione nei riguardi di questi paesi?

«Sediamo sulla schiena di nostri fratelli, soffocandoli, costringendoli a portarci!»

Ci sono molti gruppi e nuclei familiari che da anni coltivano scelte di solidarietà con realtà del mondo terzo: sono un invito a tutti per attivarci nel conoscere meglio il sistema di disuguaglianza che rovina il mondo degli uomini, per condividere il benessere che é diritto di tutti senza distinzione di colore della pelle, di paese di provenienza, di cultura. Si constatava che é sempre maggiore il bene che si riceve quando si prova a condividere il nostro bene!
Emergeva, anche nello scambio di opinioni seguente all’intervento di don Piumatti, che tutta questa ricchezza di vissuti deve diventare un patrimonio condiviso della Chiesa pinerolese. L’attenzione al Sud del mondo deve permeare tutti gli aspetti della pastorale, per farci crescere nella consapevolezza che la missionarietà, l’essere mandati ad annunciare e testimoniare il Vangelo con la parola e con l’azione, con un amore che costruisce fraterni rapporti di pace e di giustizia, è parte costitutiva del nostro essere credenti e discepoli del Signore Gesù che ci libera dal peccato e dalla morte, ambasciatore della Misericordia-Amore dell’unico Padre per tutti i suoi figli, indistintamente.

«E intanto cerchiamo di convincere noi e gli altri che siamo pieni di compassione per l’uomo sulla cui schiena sediamo!»

Facciamo attenzione a non essere autoreferenziali. Lasciamoci stimolare e stimoliamo a nostra volta: il Centro Missio, i gruppi di appoggio a missioni particolari, i nuclei familiari gemellati con famiglie dei paesi impoveriti non sono gli specialisti che fanno le nostre veci: ad ognuno di noi é dato il mandato della missione che non possiamo delegare. Apriamoci allo scambio di conoscenze, esperienze di solidarietà, progetti per tentare di affrontare i problemi, aspettative sognate e disattese: uscire dai nostri piccoli ambienti e aprirci al mondo di tutti i fratelli ci aiuta ad affrontare le difficoltà del nostro tempo misurandole con le difficoltà dei tanti “impoveriti”.
Il Centro Missio Diocesano (CMD) è a servizio della diocesi per queste problematiche: lancia messaggi, offre occasioni di scambio, è pronto a collaborare nella ricerca di una maggiore fedeltà al compito assegnato ai credenti “andate e annunciate la buona notizia a tutto il mondo”, ma ha bisogno dell’attenzione da parte delle comunità cristiane parrocchiali e non.
Ci saranno altre occasioni per incontrarci (lo hanno chiesto diversi presenti), ci sarà la preparazione della veglia missionaria ad ottobre nella zona pastorale della Val Pellice, si sta progettando un corso aperto a tutti quanti (specialmente giovani) vogliono conoscere meglio e forse anche fare un’esperienza nel campo missionario, se ci saranno richieste il CMD cercherà di soddisfarle al meglio.
Potrebbe servire un opuscolo che raccolga e diffonda le esperienze presenti nelle nostre comunità? Fatevi conoscere e collegatevi al CMD (pium.gio@tiscali.it – marmissio@hotmail.com – 3356306396 – 3385910429) per avere indicazioni dettagliate sul materiale richiesto e su come recapitarlo. Don Piumatti avrebbe piacere di confezionarlo entro giugno (prima di rientrare a Muhanga).

«Desideriamo veramente migliorare la sorte di chi ci porta sulla schiena? Ci rendiamo veramente conto che non possiamo farlo senza scendere dalla schiena?»

Il 17 maggio era la vigilia della Veglia di Pentecoste. Lo Spirito Santo ,che ha dato e dà alla Chiesa la forza per evangelizzare, ci aiuta a porci queste domande e ci suggerisce le giuste risposte.

MB per il Centro Missio Diocesano