In Vaticano, la giornata del 12 marzo ha avuto inizio più presto del consueto. Alle 7 i primi fedeli cominciavano ad arrivare “a piedi” nelle adiacenze di San Pietro. Entro le mura della Città del Vaticano, si trovavano i 115 Cardinali Elettori. Ognuno occupa una stanza nella Casa Santa Marta. Nessuno ha scelto la stanza, ma a ciascuno, dopo un sorteggio, ne è stata assegnata una, decorosa ma austera. La stanza più grande è rimasta vuota. Servirà al nuovo Papa, il 266 Vicario di Cristo sulla terra, che abiterà e lavorerà qui in attesa che l’appartamento pontificio sia pronto ad accoglierlo.

Davanti a Piazza San Pietro, di fronte alla facciata della Basilica, si trova la grande piattaforma dove sono installate le principali televisioni del mondo. I corrispondenti abitualmente accreditati lavorano già alla loro postazione nella Sala Stampa della Santa Sede, in Via della Conciliazione. A pochi metri, un altro edificio utilizzato dai media giunti per l’occasione, il Media Center che occupa l’ampio atrio dell’Aula Paolo VI. I giornalisti sono oltre 5.600. Occupano anche la terrazza del Braccio di Carlo Magno, che congiunge il colonnato del Bernini alla facciata della Basilica di San Pietro. Seduti per terra e in molteplici e variopinti luoghi, numerosi sono coloro che attivano le reti sociali del mondo intero, il “continente digitale”. Il culmine è rappresentato dal Centro Televisivo Vaticano che ha installato una telecamera fissa che inquadra il comignolo della Sistina dal quale finalmente uscirà la fumata nera o bianca.

Alle 10:00 in punto, in una Basilica di San Pietro meravigliosamente illuminata, ha avuto inizio la Messa “Pro eligendo Romano Pontifice”. Officiata dal Decano del Collegio Cardinalizio, l’italiano Angelo Sodano, e concelebrata da più di cento cardinali, elettori e non elettori, provenienti dai cinque continenti, ottuagenari e non ancora sessantenni. Un’Eucaristia aperta a tutti coloro che hanno voluto assistere ed al Corpo diplomatico dei 179 paesi con i quali la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici. Tutti con il libretto esplicativo della cerimonia, consegnato all’ingresso, consultabile anche su www.vatican.va.

Dopo le letture – in inglese e in spagnolo – il Cardinale Angelo Sodano ha pronunciato l’omelia, interrotta dagli applausi durati un buon minuto quando il Cardinale ha citato il Sommo Pontefice emerito Benedetto XVI, esprimendo gratitudine per i suoi otto anni di fecondo servizio alla Chiesa. Il Cardinale Sodano ha chiesto ai Cardinali di lavorare insieme per contribuire all’unità della Chiesa. Insieme all’unità, la Carità, “promuovere senza sosta la Giustizia e la Pace”. Queste sono state le due parole chiave della predicazione.

In questa Messa poliglotta, con il latino come lingua universale della Chiesa, le preghiere dei fedeli sono state recitate in francese, swahili, portoghese, malese e tedesco. Durante l’offertorio l’assemblea ha potuto ascoltare un mottetto di Gian Luigi da Palestrina, il grande maestro di musica della Roma del XVI secolo.

Dopo un’ora e mezza la cerimonia si è conclusa. In Piazza ha brillato il sole, ha piovuto, si sono uditi forti tuoni, ma le bizzarrie del tempo non hanno disperso le centinaia di persone che hanno seguito la messa dagli schermi giganti installati in Piazza San Pietro.

Alle 13:30, i Cardinali hanno pranzato nella Casa Santa Marta. Già da quel momento le uniche persone con le quali sono stati in contatto erano il personale domestico, gli addetti alla sicurezza e gli autisti del minibus che percorrono il tragitto fra la Casa Santa Marta e la Sistina.

Prima delle sedici, alle 15:45, i Cardinali si recheranno al Palazzo Apostolico. Dalla Cappella Paolina avrà inizio la processione fino alla Cappella Sistina, dove al canto del “Veni Creator Spiritus”, con il quale si invoca l’aiuto dello Spirito Santo, procederanno al giuramento con il quale si impegnano a mantenere il segreto. Quando il Maestro delle Cerimonie pronuncia la frase “Extra omnes”, tutti gli addetti al conclave lasceranno la Cappella Sistina ed avrà inizio il Conclave.

 (VIS)