5 marzo 2014

 «L’Amore più grande», motto dell’ostensione della Sindone 2015, si richiama direttamente alle parole di Gesù: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici», nel Vangelo di Giovanni (15,13). Il motto è stato lanciato su Twitter questa mattina dall’indirizzo @sindone2015.

Commenta mons. Nosiglia: ”L’amore più grande è quello di Dio per gli uomini; ed è lo stesso di Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, che accetta la morte in croce per la salvezza di tutti, in ogni tempo e in ogni situazione della storia. L’immagine della Sindone ci riporta intera questa testimonianza di sofferenza e di morte di un Crocifisso. Il Volto e il corpo martoriato dell’Uomo dei Dolori sono, anche nel silenzio del lenzuolo funebre, un segno di quell’amore che non finisce con la morte.

Ma all’amore tutti siamo chiamati: la parola di Gesù indica la strada di un dono totale che però è alla nostra portata. Ciascuno è in condizione di ‘donare la vita’, mettendosi a servizio degli altri e costruendo la propria vocazione intera di uomo o donna, di cittadino, di padre o madre. E però l’amore più grande è anche quello che spinge a pensare ed agire in grande, alla ricerca di una vita più autentica e ricca non tanto di cose o di denaro ma di persone – di amici con cui condividere la vita. I giovani, soprattutto in Occidente, oggi vivono spesso situazioni che non lasciano vedere la speranza, dove il futuro appare condizionato dall’economia e dalla paura. Eppure l’amore di Cristo propone proprio di «gettare la vita», di vincere la paura.

Il pellegrinaggio alla Sindone, per i giovani e non solo, si propone come un cammino alla riscoperta di se stessi, delle motivazioni profonde del vivere. L’immagine della sofferenza e della morte di Gesù che la Sindone testimonia è però un richiamo forte alla vita, a ‘uscire dalla morte’ per incontrare i fratelli”.

Il motto indicherà lo stile e le tematiche con cui si caratterizza il pellegrinaggio alla Sindone, dal 19 aprile al 24 giugno 2015: la scoperta del «prossimo», l’occasione di donare e ricevere amicizia – cioè incontro autentico fra persone vive. L’ostensione offrirà certamente grandi opportunità di incontro: con Papa Francesco come con le tante persone presenti alle celebrazioni del Giubileo Salesiano per il secondo centenario dalla nascita di don Bosco. Proposte specifiche per i giovani e gli ammalati saranno preparate e presentate lungo il 2014 in vista dell’ostensione.

Mons. Nosiglia con il vicesindaco di Torino Elide Tisi