22 giugno 2014

Un altro anno scolastico si è concluso. È tempo di bilanci e di nuove sfide educative da realizzare nel futuro immediato. Quale scuola per il futuro dei nostri figli? Come motivare quotidianamente gli insegnanti di oggi e di domani? In che modo, continuare a mettere al centro dell’attenzione della pubblica opinione la scuola con i suoi bisogni? Lo scorso 10 maggio, Papa Francesco ha incontrato a Roma in piazza San Pietro il mondo della scuola italiana: insegnanti, genitori, educatori, alunni e operatori legati all’ambito scolastico. L’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici), nel solco della sua migliore tradizione, ha accolto l’invito presenziando alla manifestazione con una nutrita delegazione di soci, insegnanti, dirigenti e con il suo presidente nazionale, Giuseppe Desideri. Per l’occasione hanno presenziato all’evento, il presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), card. Angelo Bagnasco e il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini. Oltre trecentomila i partecipanti all’evento. Per chi lavora ed opera nel mondo della scuola, un’occasione preziosa per mettersi in ascolto del prossimo. La nostra stessa Associazione ha tratto, dalla giornata con il Papa, giovamento e nuovo impulso. Il futuro dell’umanità, il futuro della scuola italiana (pubblica ma anche parificata e privata ci sentiamo di aggiungere), dipende in buona parte dal grado di attenzione che la classe dirigente del Paese saprà investire nel settore educativo; dalla capacità del corpo docente e dei dirigenti scolastici di porsi sempre di più in ascolto della società globale del XXI secolo, e dalla volontà degli alunni di lasciarsi contaminare dalla cultura educativa loro proposta, viatico essenziale per trasformare i più giovani in cittadini consapevoli (fine quest’ultimo della migliore tradizione cattolica). È questa una delle grandi sfide educative a cui anche l’AIMC (partendo dalla nostra realtà pinerolese) è chiamata a concorrere a realizzare. Dobbiamo continuare con passione, entusiasmo ed una forte fede radicata laicamente, a essere sempre più punto di riferimento delle istituzioni scolastiche, cercando con umiltà ed entusiasmo (Don Bosco considerava la gioia viatico alla santità) di essere punti di riferimento per alunni, famiglie e colleghi/colleghe. È in quest’ottica che il direttivo AIMC di Pinerolo, convocato lo scorso 14 giugno, dopo aver tratto un bilancio approfondito sull’andamento dell’anno scolastico appena concluso, ha delineato le linee guida educative e di aggiornamento, da porre in essere per il prossimo anno scolastico 2014/15, in stretta e proficua collaborazione con l’Ufficio diocesano IRC (ovviamente nel rispetto delle reciproche competenze). La bussola che ci guida nel nostro lavoro di insegnanti ed educatori, continua ad essere l’amore incondizionato per il nostro mestiere (anche se personalmente preferisco chiamarla vocazione), e totale attenzione e abnegazione nei confronti degli alunni che ci vengono affidate dalle famiglie. È a loro che intendiamo continuare a donare noi stessi. Mi piace chiosare queste brevi ma spero non banali riflessioni, con le parole con le quali Papa Francesco ha saluto il mondo della scuola lo scorso 10 maggio: «Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. Andare a scuola significa aprire la mente ed il cuore alle dimensioni più alte della vita. Per favore, non lasciamoci rubare l’amore per la scuola!». Sulla scia di questo messaggio, l’auspicio dei docenti AIMC è quello di continuare ad essere credibili punti di riferimento per i nostri bimbi.

Enzo Cardone
(presidente AIMC sezione di Pinerolo)

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