4 marzo 2014

Quando come ufficio famiglia abbiamo dato la nostra disponibilità al Vescovo per raccogliere, leggere, analizzare e sintetizzare i questionari da inviare per il prossimo Sinodo sulla famiglia, non sapevamo bene che cosa ci potesse attendere. Certamente sapevamo che le risposte, i suggerimenti, le sofferenze e le attese dei pinerolesi, sarebbero dovuti diventare impegni per la nostra attività pastorale, prima ancora che materiale per permettere ai Vescovi di approfondire e rinnovare ciò che riguarda la famiglia, dalla teologia alla morale, dal diritto alla pastorale.

Abbiamo ricevuto una quindicina di questionari. Non tantissimi ma comunque espressione delle molteplici realtà che caratterizzano il territorio diocesano: sono arrivati dalle parrocchie delle valli come dalla città, da singoli fedeli come da aggregazioni laicali e movimenti, da sacerdoti e da laici rappresentativi delle diverse situazioni familiari. Molti non sono completi, ma il fatto stesso che si sia scelto di rispondere ad una domanda piuttosto che ad un’altra è di per se significativo e ci suggerisce quali siano gli ambiti più urgenti e necessari in cui operare pastoralmente. Abbiamo inoltre apprezzato molto il fatto che sacerdoti e laici si siano riuniti per parlare della famiglia, un tema spesso evitato per le sue complessità, ma che dovrebbe guidare le attività pastorali di tutte le parrocchie. Potrebbe essere di esempio, per il futuro, l’impegno della Val Noce che, per rispondere al questionario, ha organizzato un convegno con padre Giordano Muraro e coinvolto varie realtà (coppie di diverse età, consacrati, divorziati) portando quindi un contributo ricco ed originale.

Bisogna poi evidenziare che il questionario era piuttosto lungo e complesso, implicava la conoscenza di argomenti e parole non molto diffusi come la legge naturale o l’apertura alla vita, temi ormai considerati obsoleti e trattati dai media in maniera parziale e spesso partigiana. Questo ha ovviamente scoraggiato i fedeli e le famiglie considerate credenti, ma non praticanti, per cui si è persa un’opinione importante per la Chiesa che vuol definirsi universale.

Entrando nel merito delle risposte, si osserva come spesso il messaggio che la Chiesa propone, a riguardo della coppia e della famiglia, sia poco conosciuto all’interno della stessa comunità cristiana e per nulla all’esterno, dove è ammantato di superficialità e pregiudizi. Non mancano certo occasioni per capire le proposte, ma sarebbero più utili gli interventi attraverso media e documenti che godono di maggior diffusione.

Si evidenzia poi come corsi di preparazione al matrimonio e amministrazione dei sacramenti siano ormai le poche sedi utili per trattare questi temi. Molta fiducia e speranza è rivolta nel nuovo progetto catechistico che la nostra diocesi ha avviato: i primi riscontri sono positivi e la possibilità da parte di sacerdoti e famiglie impegnate di incontrare un gran numero di persone potrà nel tempo favorire la cultura della famiglia com’è vista nella Bibbia e nella Chiesa.

Il punto su cui si è più dibattuto è stato il quarto “Sulla pastorale per far fronte ad alcune situazioni matrimoniali difficili”, quello cioè relativo a conviventi, divorziati e risposati. Leggendo le risposte si capisce come la mancanza dei Sacramenti, altre restrizioni e la carenza di carità da parte della chiesa crei, in chi ha visto fallire il proprio matrimonio, una sofferenza enorme, spesso accentuata dal giudizio non benevolo di molti praticanti. Si ha l’impressione che molti sacerdoti abbiano già scelto di anteporre la carità alla legge, consapevoli però che questo “fai da te” non è la soluzione. Si trova in più risposte la consapevolezza che Dio è prima di tutto Amore assoluto e che spesso si assolvono peccati ben peggiori del divorzio e si comunicano persone meno meritevoli di chi, dopo la separazione, ha svolto cammini importanti e ha vissuto altre prove della vita in maniera veramente cristiana. Non mancano certo iniziative diocesane (più rare quelle parrocchiali), ma manca un magistero comune che indirizzi la pastorale e soprattutto non c’è un linguaggio di carità e accoglienza nelle nostre comunità come nei vertici della Chiesa, premesso che tutto questo diventa secondario se non si considerano le persone che vivono situazioni matrimoniali difficili come tutti gli altri cristiani.

Le risposte successive sono meno curate, anche perché la lunghezza del questionario ha spesso impedito il suo completamento. Va ancora evidenziato che i bambini sono accolti e ammessi sia ai sacramenti che nella comunità senza distinzioni rispetto alla situazione matrimoniale dei genitori.

Finito il lavoro e inviato il materiale, non ci resta che pregare affinché lo Spirito Santo illumini i Vescovi del mondo, che si troveranno per ben due sinodi consecutivi, uno nel 2014 (ottobre), uno nel 2015, perché possano discernere la volontà di Cristo sulla famiglia nel nostro tempo.

Manuela e Giuseppe Caggiano – responsabili ufficio famiglia diocesi di Pinerolo

Il gruppo di Pinerolo in piazza san Pietro per la Giornata della famiglia"

“Il gruppo di Pinerolo in piazza san Pietro per la Giornata della famiglia”