Aprile 2014

«I cattolici italiani sanno bene che questo non è un momento normale, né per la vita del Paese né per la vita della Chiesa né in particolare per la vita delle famiglie».

Così si apre, dopo una breve introduzione, il documento conclusivo della 47a Settima Sociale dei Cattolici Italiani (tenutesi a Torino, dal 12 al 15 settembre dello scorso anno). È stato diffuso lo scorso 11 aprile e si intitola “La famiglia fa differenza. Per il futuro, per la città, per la politica”. Il documento prende di petto l’attuale crisi “dura, lunga e profonda” e “pervasiva” di fronte alla quale i credenti sono chiamati ad “una speranza salda”. Si chiarisce che «Ecclesia e civitas sono due realtà che non vanno confuse. È la Chiesa stessa, però, che insegna ed educa a una fede non indifferente alle forme e alle vicende sociali. […] È questa fede che fa luce e dà forza nelle sfide ardue e drammatiche del momento presente».

Un momento che in cui, si ricorda nella nota, «se, come Papa Francesco ci ha detto, capiterà di dover essere rivoluzionari,è innanzitutto perché siamo stati rivoluzionati dalla iniziativa della grazia e della misericordia». Un’iniziativa che rende «capaci di discernere priorità». Sull’onda del cammino iniziato nella precedente Settimana Sociale di Reggio Calabria, tocca far emergere e concretizzare una «agenda di speranza per il Paese». Un’agenda che non può non avere al centro la famiglia.

«È apparso con chiarezza – si legge al n.10 del documento – che intorno alla famiglia è in corso una battaglia politica la quale non azzera i margini di un legittimo pluralismo (anche tra i cattolici), ma richiede una visione chiara delle questioni in gioco e la disponibilità a un agonismo politico di non poco peso. Le ragioni dell’istituto familiare non necessariamente possono essere garantite da una sola agenda politica, ma sicuramente non lo possono essere da una qualsiasi agenda politica. È sufficiente aver presente il dettato costituzionale per rendersi conto che la famiglia non può essere affare privato; l’architettura della famiglia è una parte essenziale dell’architettura della città. Toccare la prima equivale a toccare la seconda, alterare la prima equivale ad alterare la seconda».

In questo senso è decisivo un “welfare sussidiario”, che parta innanzitutto dall’effettiva esigibilità del diritto alla libera scelta educativa. Occorre, quindi, «la responsabilità di un impegno.[…] Queste priorità interpellano la Chiesa tutta perché il Vangelo ha una originaria e insopprimibile dimensione sociale. E del resto è una città che tutti insieme attendiamo e che tutti insieme in qualche modo indichiamo e anticipiamo tutti insieme celebrando l’eucarestia. Tuttavia è anche vero che queste priorità crudamente mettono in luce una questione che concerne la forma dell’ordine sociale secolare, del quale la famiglia è una struttura. Questo ordine non può essere ridotto all’ordine politico, ma certo quest’ultimo ne costituisce una dimensione della massima importanza. Se l’ordine politico mette in discussione qualcosa di essenziale dell’ordine familiare – e dunque dell’ordine sociale in generale – è chiaro che ciò costituisce un problema sociale di prima grandezza, ed in particolare un problema politico di prima grandezza».

Laici e giovani, animati da un’adeguata formazione permanete, sono chiamati a «riprendere – chiude il documento – il cammino nello spirito della parabola del buon samaritano, attenti e disponibili a spendere quel “di più” che man mano ci verrà richiesto dall’impegno che ci siamo presi di prenderci cura della famiglia per amore di tutto il nostro Paese, un amore che ha caratterizzato fin dall’inizio il cammino delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani».

Marco Margrita

A San Maurizio per prepararsi al “giorno più bello”

 

Domenica 6 aprile nella Basilica di San Maurizio, le coppie di fidanzati che hanno frequentato i corsi di preparazione al sacramento del matrimonio e che nei prossimi mesi celebreranno le loro nozze, si sono ritrovati per partecipare a una Messa a loro particolarmente dedicata, organizzata dell’ufficio Famiglia della Diocesi. Alla celebrazione è seguito un semplice aperitivo di auguri nel salone parrocchiale.

I percorsi di preparazione al matrimonio che si svolgono in Diocesi presso diverse comunità parrocchiali e presso l’ufficio famiglia, sono finalizzati alla formazione e all’approfondimento del significato del sacramento del matrimonio, oltre ad essere occasione  di incontro e di confronto con altre coppie. I corsi si svolgono prevalentemente nell’autunno e nei mesi che vanno da gennaio a maggio con orari e giorni diversificati anche per venire incontro alla molteplicità esigenze; il calendario con le date e gli orari aggiornati è sempre reperibile sul sito dell’ufficio famiglia: famiglia.diocesipinerolo.it

 

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