16 agosto 2013. Un invito ai giovani a “tornare a scoprire la spiritualità di Don Bosco” per rendere ancora attuale e vivo il suo programma “Da mihi animas, coetera tolle”. Lo ha detto stamattina don Pascual Chávez, IX successore di Don Bosco, al Colle Don Bosco nella messa che ha segnato l’inizio del III e ultimo anno di preparazione al bicentenario della nascita del santo. Don Chávez ha ricordato la necessità di porre a fondamento di tutta l’opera salesiana la spiritualità di Don Bosco: “Presentare la sua figura sorvolando sul fatto che ci troviamo di fronte ad un santo sarebbe come presentare una mezza verità. La categoria del santo deve avere la precedenza rispetto a quella di educatore”. Il rettor maggiore ha poi indicato alcuni cardini della spiritualità salesiana: l’attenzione per i giovani, specie quelli più bisognosi, un sistema educativo e pedagogico specifico, la dedizione alla preghiera e al lavoro e una peculiare attenzione alla Chiesa e alla società. Don Chávez ha quindi indicato la carità pastorale quale “primo comandamento e fonte di energia per progredire” della spiritualità cristiana; ha illustrato la visione piena di fiducia che Don Bosco aveva della gioventù, chiamata a essere felice nel tempo e nell’eternità; e la sua concezione dell’impegno verso il prossimo, per cui “il cattolico è lievito della società nel tessuto della vita quotidiana”.

Don Pascual Chávez, rettor maggiore dei salesiani

Don Pascual Chávez, rettor maggiore dei salesiani