A Pinerolo la chiesa di San Domenico ha accolto il nuovo vescovo in occasione della Veglia Missionaria organizzata dal Centro Diocesano nella serata di venerdì 20 ottobre.

Accompagnati nei canti dal coro parrocchiale di Osasco, i presenti hanno pregato per le missioni, aiutati nella riflessione dalle testimonianze di don Giovanni Piumatti e di due giovani che hanno trascorso tre settimane in una missione in Brasile.

“Padiri” Giovanni ha raccontato le traversie cui la gente di Muhanga, in Congo, è sottoposta, costretta a divincolarsi tra truppe di orientamento diverso, ma unite dall’approfittare del lavoro dei contadini. La sua riflessione ha poi richiamato la parabola del ricco epulone, condannato da Gesù, «non perché ladro o concubino», ma per il disinteresse di fronte al povero a lui vicino: «Il ricco era una persona come noi, che godeva del frutto di quello che pensava essere il suo lavoro, senza accorgersi e, di conseguenza, senza intervenire in favore del povero».

Monsignor Derio Olivero, nel suo intervento, ha commentato la parabola del seminatore, richiamando la sua esperienza di figlio di contadini: «Per vedere se il grano era maturo mio padre entrava nel campo e carezzava le spighe: era come un dire grazie. Il contadino sa che non è lui a produrre il frutto, ma la terra: vive con fiducia nel futuro, semina in autunno e attende mesi per vedere le messi biondeggiare». Forte del suo amore per l’arte, monsignor Derio ha poi parafrasato “Il seminatore” di Van Gogh: «L’uomo del quadro semina in autunno, al tramonto, coi corvi dietro di lui che mangiano le sementi. La sua azione sembrerebbe non avere senso, ma sullo sfondo si vedono le messi mature, l’obbiettivo del seminatore e, in alto, risplende il sole che rappresenta la potenza di Dio che permette il successo del lavoro del contadino. Anche il blu del terreno assume un significato importante: è il cielo che si è mescolato alla terra. Gesù che si è incarnato e si è mescolato all’uomo». E ha concluso: «Il Signore semina anche tra i rovi e sulla strada perché è grandioso e soprattutto garantisce che dove il seme cade nel terreno buono rende il trenta, il sessanta, il cento per uno perché il Signore è fecondo. Se dimentichiamo che è lui a compiere il lavoro, i nostri sforzi da soli non produrranno quasi niente!»

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Guido Rostagno

Foto Enrico Berardo