La mattina del 10 aprile, è morto il cardinale Lorenzo Antonetti, alla Pia Casa della Divina Provvidenza di Novara, dove era ospite. Nato a Romagnano Sesia, aveva 90 anni.
Il suo ministero è stato contrassegnato da un lungo impegno nella diplomazia vaticana che lo ha visto impegnato, tra le altre, nella nunziatura di Washington e poi, come Nunzio Apostolico, in Nicaragua, Honduras, Zaire e in Francia, a Parigi. È stato successivamente presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Delegato Pontificio per la Patriarcale Basilica di S. Francesco in Assisi.
La camera ardente è stata allestita in Vescovado a Novara, le esequie solenni, presiedute dal vescovo Franco Giulio Brambilla, saranno celebrate venerdì 12 aprile alle 15 nel suo paese natale, Romagnano Sesia.

Appresa la notizia, il Santo Padre Francesco ha inviato alla diocesi di Novara e alla famiglia, le sue condoglianze.
Ad esse si sono aggiunte quelle del Vescovo, mons. Franco Giulio Brambilla, che ha ricordato con affetto il porporato scomparso.
«Ho conosciuto il cardinal Antonetti – ha detto mons. Brambilla – solo negli ultimi tempi, nelle mie visite alla casa di Miasino, insieme ai preti quiescenti, ormai sereno e avvolto nella preghiera e nell’affetto delle Suore di Gesù Eterno sacerdote, che l’hanno accudito con tanto amore. Si è aggravato intorno a questa Pasqua. Per questo è stato portato prima alla Clinica ai Cedri, e poi alla Pia Casa della Divina Provvidenza, dove è mancato. Leggendo La sua biografia resto ammirato della lunga vita di umile servizio alla Chiesa, nel cammino della diplomazia che rende un servizio alla comunione universale delle Chiese sparse su tutta la terra. In particolare, i suoi due punti più alti, la Nunziatura a Parigi e la Presidenza dell’APSA, ne fanno un preclaro rappresentante di quello stile vaticano che ha sempre affascinato tutte le Cancellerie del mondo, per la discrezione, la passione al servizio, e l’amore alle Chiese locali. Sotto la porpora – ha concluso mons. Brambilla – palpitava un cuore del fedele servitore della Chiesa, che si nasconde perché la Chiesa brilli e che sta lontano dai clamori mediatici. Uomo d’altri tempi che può servire una vita intera senza apparire. Lo ringraziamo di cuore per la sua testimonianza».

Il cardinale Lorenzo Antonetti

Il cardinale Lorenzo Antonetti