17 maggio 2017

“Vorremmo poterlo vedere più sereno, occupato nel lavoro, proiettato con fiducia verso il futuro, incoraggiato dalle prospettive dei giovani, lieto nell’intreccio di generazioni che si guardano con simpatia, fiducia, solidarietà”. È il sogno della Chiesa italiana per il nostro Paese, nelle parole del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, all’apertura della seconda giornata di lavori della 69.ma Assemblea dei vescovi italiani, in corso in Vaticano fino al 19 maggio. Punto di partenza: il magistero di Papa Francesco – che ha aperto ieri i lavori – “continuo stimolo alla conversione della vita personale e pastorale”. Tre i fantasmi evocati tracciando un bilancio dello “stato di salute” dell’Italia: lavoro, natalità e gioco d’azzardo. Le unioni civili sono “una equiparazione al matrimonio e alla famiglia” e un preludio al “colpo finale”: l’utero in affitto. La teoria del “gender” è “sempre alle porte in modo strisciante”.

“Non retrocedere dal fronte dell’accoglienza”. È l’impegno preso dai vescovi italiani, attraverso le parole del cardinale Bagnasco, che ha citato la “storica visita” del Papa a Lesbo e sul fronte interno ha riconosciuto “il permanente sforzo dell’Italia, sempre in prima linea per accogliere e salvare tante vite da ignobili mercanti di disperati”.

“Il Sud del mondo si è messo in marcia sotto la spinta di circostanze difficili o tragiche: è un inarrestabile esodo”. Secondo il presidente della Cei, “È doveroso chiederci se non sia questo un banco di prova perché l’Europa del diritto, della democrazia e della libertà, culla e sorgente dell’umanesimo, irrorata dalla sorgente perenne del Vangelo, possa riscoprire se stessa”.

Poi la citazione di Aldo Moro, che visitando Aquisgrana disse che era “il centro di un mondo unito che si regge su due pilastri fondamentali: l’ordinamento giuridico romano e la forza spirituale del cristianesimo”. “Possa l’Europa ritrovare la sua anima e così l’amore di popoli e nazioni”, l’auspicio, perché le persone “non sono pedine né sono apolidi” da far precipitare “nel limbo del pensiero unico”. “Le leggi e gli accordi sono necessari, ma non fanno lo spirito di un continente: lo presuppongono”.

“Accanto alle vittime della persecuzione religiosa, ci sono quelle causate dal terrorismo, che continua a seminare morte, angoscia e rapimenti”. “Esiste qualcuno che possa fermare tanto oscurantismo politico, sociale, religioso, su cui prospera il commercio delle armi?”, la domanda. “Il benessere materiale è ricercato e spesso raggiunto; ma i beni di consumo da soli non sono sufficienti”, il monito di Bagnasco: “È necessaria una visione di valori e di ideali – favorita da un’alta istruzione e da un contesto di buone relazioni – per cui ognuno senta che vale la pena sacrificarsi”.

Così il cardinale si è riferito al tema dell’assise in corso in Vaticano, il rinnovamento del clero. Tra gli appuntamenti ecclesiali imminenti, la Giornata mondiale della Gioventù, in programma a luglio a Cracovia, e il Congresso eucaristico nazionale, che si celebrerà a Genova dal 15 al 18 settembre. Un cenno anche ad una “novità di grande rilievo” dell’attuale pontificato: il Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus per la riforma dei processi di nullità matrimoniale. Coniugare “la vicinanza accogliente alle persone con le esigenze di assicurare sempre un rigoroso accertamento della verità del vincolo, per sua natura indissolubile ove validamente formato”, l’impegno della Cei.

“Il peso della vita quotidiana, alla ricerca dei beni essenziali, diventa sempre più insostenibile, compreso il bene primario della casa”. È il grido d’allarme con cui comincia la parte della relazione dedicata all’Italia. Bagnasco cita i dati sul lavoro – “siamo i peggiori in Europa” – e sulla povertà, con le parrocchie “in prima fila” nel distribuire i pasti (12 milioni quelli distribuiti nel 2015) e le risorse dell’otto per mille a far fronte “alle enormi richieste della carità”. “I responsabili della cosa pubblica, i diversi attori del mondo del lavoro, che cosa stanno facendo che non sia episodico ma strutturale?”, la domanda esigente alla politica. “Si vedono segnali positivi di sostegno e promozione della famiglia”, ma vanno “incentivati” per “diventare strutturali”, la ricetta della Chiesa italiana per la famiglia. “Finalmente, dopo anni che lo richiamiamo, oggi perlomeno si parla di inverno demografico”, ma i dati Istat, “rimangono impietosi: quelli del 2015 sono i dati peggiori dall’unità d’Italia”.“Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza?”. Di qui l’urgenza di “una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico”. La messa in atto del cosiddetto “fattore famiglia”, per la Cei, “sarebbe già un passo concreto e significativo”. Il terzo fantasma che “sta crescendo nel Paese” è il gioco d’azzardo, con ricadute devastanti per i singoli e le famiglie, che arrivano fino al suicidio : bisogna “intervenire in modo radicale”.

“In realtà – ha spiegato Bagnasco entrando nel dettaglio del dispositivo legislativo – le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del compo finale”: la pratica dell’utero in affitto. La teoria del gender, insomma, “è sempre presente in modo strisciante”.

M. Michela Nicolais – Agensir

Card. Bagnasco