7 maggio 2014

Il 4 maggio si è tenuta a Roma la IV edizione della “Marcia per la Vita”. Una manifestazione per dire Sì alla Vita e No all’aborto. Circa 50.000 per le strade di Roma per difendere i diritti dei bambini concepiti e delle loro mamme perché: «Quando una mamma abortisce, il suo bambino muore e lei soffre terribilmente» hanno ricordato in tanti.

Ma chi partecipa alla “Marcia per la Vita”? I soliti invasati -a detta dei tanti pro-choise-, i soliti single o coppie senza figli che non sanno cosa significhi avere un figlio? No. Alla Marcia partecipano famiglie con ragazzi e bambini, single, fidanzati, giovani e adulti, nonni e nonne, medici, infermieri, ginecologi, sacerdoti, suore, mamme che hanno deciso di proseguire la gravidanza nonostante le difficoltà, ragazze come Rebecca Kiessling che portavano cartelloni con su scritto: «in uno stupro concepita amo la mia vita»; persone arrivate a Roma “per caso” che hanno abbracciato l’iniziativa pro-life e si sono aggregate alla Marcia. Tante persone, tante storie, tanti vissuti diversi che si uniscono per difendere la vita nascente.

Un esempio ne è il pullman partito da Giaveno, organizzato dal Centro Accoglienza Alla Vita, che ha portato a Roma: famiglie con figli grandi e piccoli, una mamma di sei bambini e alcuni amici, sacerdoti, ragazzi dai 10 ai 30 anni, un’infermiera, una mamma con la sua bambina, ormai 14enne, che ha portato la sua testimonianza a tutto il pullman: «Ero giovane e avevo pensato di non tenere la mia bambina, ma il giorno prima dell’aborto sono scappata di casa. Ho trovato una nuova famiglia, ho trovato tante persone che mi hanno aiutata in un momento per me difficile. Grazie anche a loro oggi ho una ragazza stupenda: mia figlia, la mia ragione di vita». Una testimonianza breve, ma che ha commosso e toccato nel profondo.

Alla Marcia hanno aderito circa un centinaio di associazioni italiane e una settantina di associazioni provenienti da 21 Paesi esteri, ricordiamo in particolare la Spagna, la Polonia, la Francia, il Belgio, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

I manifestanti, giunti in Piazza S. Pietro per il «Regina coeli», sono stati accolti da Papa Francesco, il quale li ha incoraggiati ed esortati a proseguire su questa strada. Il Pontefice ha sottolineato il carattere internazionale ed ecumenico della Marcia per la Vita di quest’anno. Erano infatti presenti: cattolici, ortodossi, protestanti e islamici.

«C’era chi pregava, chi cantava, chi suonava, chi semplicemente camminava in silenzio – ha ricordato una giovane giavenese – si era tutti uniti per una buona causa, non importava la lingua, la religione, il colore della pelle… risuonava solo forte nei cuori “Sì alla Vita”, nient’altro».

Annalisa Maria Spoto

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