“È più facile comprendere davanti a queste scene che l’annuncio del Salvatore è riservato ai poveri” Pubblichiamo di seguito una lettera dei volontari dell’Asvod che, nel mese di dicembre, sono stati ospiti di don Giovanni Piumatti nella Repubblica Democratica del Congo.

Abbiamo avuto la fortuna si celebrare il Natale in Africa (RDC nord Kivu) con la comunità di Muhanga, don Piumatti e Concetta: vogliamo condividere le emozioni provate e le riflessioni imposte dalla situazione.
Suggestivo il tempio naturale dove si è svolta la celebrazione: un cielo a tratti sereno e con un sole cocente e a tratti coperto di nuvole minacciose (è il tipico cielo equatoriale!)
L’attesa dei primi arrivati si è prolungata in un silenzio religioso per un’oretta fino a che lo spiazzo (campo da gioco per il pallone) si è riempito di persone vestite a festa (a modo loro!) provenienti da tutti i villaggi vicini. I posti erano improvvisati: foglie di palma e catene di erba rampicante intrecciata con fiori per addobbo, le panche della vicina e la sala polivalente per i posti a sedere e il resto del prato per la gente rimasta in piedi.
Emozionante la celebrazione: canti del numeroso coro di adulti condivisi da tutta l’assemblea, balli del giovanissimo corpo di ballo (ragazzine e ragazzini della scuola primaria) accompagnati dall’ondeggiare composto di tutta l’assemblea, preghiere e altro ancora.
Ci ha sorpresi la lunga processione dell’offertorio: mamme e papà, giovani e anziani, bambini e bambine , ognuno con la propria offerta: una moneta, un pezzo di legno, una borsa con qualche cosa di commestibile, un mazzo di fiori. Un dono dei poveri per i più poveri tra di loro!
E’ più facile comprendere davanti a queste scene che l’annuncio del Salvatore è riservato ai poveri, agli ultimi, ai dimenticati: solo loro possono ricevere la Buona Notizia che è nato un Salvatore, che c’è speranza per tutti, Dio li ama, soltanto loro possono essere salvati.
Forse non hanno fatto il pranzo di Natale o forse hanno semplicemente anticipato l’unico povero pasto giornaliero, ma hanno sentito il bisogno di esternare la loro gioia al pomeriggio con balli delle mamme, dei bambini, del gruppo delle infermiere, degli adulti. Tutti insieme, tutto il pomeriggio, senza regali, regalandosi a vicenda e regalando a noi ospiti un calore umano semplice e gioioso: un annuncio di pace e di fratellanza universale!
Che contrasto con i nostri natali sommersi di regali, caratterizzati da un’esteriorità che spesso seppellisce il senso vero dell’Evento, chiusi nella piccola cerchia di parenti e amici, indifferenti al grido che si alza dal mondo dei poveri in attesa di un vero annunzio di liberazione, di pace, di fraternità, di giustizia…
A quanti altri natali del mondo cattolico benestante dovrà ancora assistere il mondo dei poveri perché diventi realtà l’annuncio: “oggi è nato per voi il Salvatore, da oggi potete godere di un amore divino che vi affranca dall’ingiustizia che vi rende poveri, da oggi potete contare su fratelli che si battono per la vostra liberazione, perché possiate godere delle ricchezze della vostra terra, perché abbiate il cibo necessario per vivere e crescere i vostri figli, perché possiate studiare e crescere in dignità e libertà”?
Dagli amici di Muhanga, da don Giovanni e Concetta e da noi un augurio cristiano.
Mario e Marinella
Mattia e Marta. La comunità di Muhanga Momento della celebrazione Il momento dell'offertorio