Mercoledì 15 giugno presso l’istituto Murialdo presentati i sussidi per il prossimo anno pastorale La sera del 15 giugno scorso, presso l’istituto dei padri giuseppini del Murialdo, la Commissione Catechistica Diocesana ha dato appuntamento ai parroci, ai diaconi e
ai catechisti disponibili ad iniziare la sperimentazione del primo anno del nuovo progetto catechistico diocesano, che partirà nel mese di ottobre. Questo primo anno, che si rivolge ai bambini di 6/7 anni, è un anno di pre-evangelizzazione, chiamato anche “anno zero”. Nella serata, dopo il saluto da parte del vescovo, il gruppo di lavoro della commissione ha presentato il sussidio. Si tratta di tre fascicoli che hanno lo stesso titolo della “Lettera del vescovo ai papà e alle mamme”, pubblicata il 25 marzo scorso su queste pagine: “Fateli crescere negli insegnamenti del Signore…”.
– Il primo fascicolo è costituito da una serie di schede attive per i bambini;
– il secondo è una guida didattica per catechisti e animatori;
– il terzo presenta alcune schede per gli incontri con i genitori.

Nel primo anno sono previsti per i bambini incontri quindicinali (10/12 in tutto). Non è pensato, di per sé, come un cammino sistematico di catechesi. Si tratta, piuttosto, di un itinerario di socializzazione religiosa e di introduzione graduale alle feste più significative dell’anno liturgico e agli ambienti dove si rende presente e visibile la comunità cristiana.
Si tratta, inoltre, di un cammino che, per certi aspetti, è di tipo occasionale, in quanto viene fatto in relazione ad una festa, alla visita ad un ambiente, alla scoperta di alcune persone che nella comunità hanno un ruolo e un significato particolare.
Il senso degli incontri con bambini è di aiutarli a diventare gruppo; e, nello stesso tempo, anche quello di far sperimentare la bellezza e la gioia di vedere che i genitori camminano con loro alla ricerca di Gesù.
Con l’accenno ai genitori e alla famiglia si tocca il tema più sensibile ma anche il più importante del cammino dell’anno zero, che si esprime:
– nel suscitare nei genitori un coinvolgimento attivo nel percorso catechistico dei loro figli, in vista di una feconda alleanza educativa con la comunità parrocchiale;
– nell’offrire loro strumenti, stimoli e linee educative per continuare in famiglia ciò che i bambini hanno vissuto e sperimentato durante l’incontro di catechesi;
– nel proporre ai genitori, il cui rapporto con la comunità cristiana si fosse allentato, delle tematiche di fede e di vita cristiana, per far loro ritrovare un rapporto personale con Dio, con Gesù Cristo, con la Chiesa.
In poche parole, una preoccupazione, sopra tutte le altre, si è imposta nel campo del rinnovamento della catechesi: cioè l’esigenza imprescindibile della collaborazione e del coinvolgimento degli adulti e specialmente della famiglia. Lo ricordava già il documento “Rinnovamento della Catechesi”: «La famiglia è come la madre e la nutrice dell’educazione. La catechesi familiare trova la sua originalità e la sua efficacia nella immediatezza dei suoi insegnamenti espressi innanzi tutto nel comportamento stesso dei genitori».

Mario Filippi La presentazione dei nuovi sussidi