La vita e la famiglia, beni irrinunciabili Alla conclusione del Sinodo della Chiesa Valdese Metodista riunito a Torre Pellice dal 21 al 26 agosto, che abbiamo seguito con vivo interesse, riteniamo come vescovi, di dover esprimere con rispetto e atteggiamento di dialogo fraterno, ma anche schietto e sincero, come è giusto che sia tra fratelli che si stimano e professano l’unica fede in Cristo morto e risorto e nel suo Vangelo di verità e di vita, alcune considerazioni in merito a quanto è emerso dall’incontro.
Innanzitutto ribadiamo che quanto ci unisce è ben più grande di quanto ancora ci separa per cui rendiamo grazie al Signore di poter camminare sulla via dell’incontro ecumenico verso il traguardo della comunione che, nella preghiera e nella conversione alla Parola di Dio, siamo certi produrrà sempre nuovi frutti di fraterna accoglienza e generosa testimonianza.
Riconosciamo poi l’impegno che la Chiesa Valdese Metodista ha sempre avuto nel diffondere la Parola di Dio, nel difendere i diritti degli immigrati e dei perseguitati e nel promuovere una ricca rete di solidarietà espressa attraverso le sue opere.
Riteniamo che sia urgente oggi difendere la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, l’istituzione più solida di ogni società, culla della vita e dell’educazione pienamente umana. Anche il concetto di genitorialità implica la presenza di un uomo e di una donna secondo il disegno di Dio Creatore, rivelato con chiarezza dai testi della Sacra Scrittura sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. Non si può pertanto stabilire una analogia neppure remota tra unioni omosessuali e il progetto di Dio sul matrimonio e la famiglia. Ribadire questo non significa non accogliere, con attenzione, rispetto e premura, fratelli e sorelle che manifestano tendenze omosessuali.
Pur ammettendo che ogni legge dello Stato può essere integrata e migliorata, rifiutiamo, inoltre, ogni provvedimento che apra la strada a derive eutanasiche.
Ci pare che in questa stagione della storia, soprattutto nel nostro contesto europeo, dobbiamo essere uniti tra Ortodossi, Protestanti e Cattolici nell’annunciare con convinzione che quanto Dio rivela e Cristo conferma e porta a compimento, circa i grandi temi della vita dal suo primo istante al suo naturale tramonto e della famiglia fondata sul matrimonio, è certamente la più ragionevole e bella notizia per il futuro dell’umanità.
Siamo certi, infine, che proseguendo il nostro comune impegno ecumenico, la Parola di Dio, la preghiera e il dialogo ci aiuteranno a trovare le vie più appropriate per predicare e testimoniare il Vangelo, nella carità mai disgiunta dalla verità.
Formulando l’augurio più sincero per la vita e la missione delle comunità valdesi-metodiste, salutiamo tutti, nel nome del Signore Gesù Cristo .

I Vescovi della Conferenza Episcopale Piemontese L'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia