Pianezza 7 settembre 2013

“La famiglia, speranza e futuro per la società italiana” è il titolo della 47 Settimana sociale dei cattolici italiani che si apre a Torino giovedì 12 settembre e che per 4 giorni sarà al centro del dibattito. Un tema, quello della famiglia, che resta centrale e decisivo per lo stesso futuro del nostro paese. Saranno presenti oltre 1200 delegati provenienti da tutte le Diocesi italiane e i lavori si concentreranno su tutti i fronti che interpellano la famiglia italiana: dalla missione educativa alla pressione fiscale, dal sistema di welfare alla solidarietà intergenerazionale alla dimensione abitativa. Una riflessione ad ampio raggio che non si limita a contemplare le difficoltà dell’istituto familiare nel nostro ordinamento e nel tessuto della nostra società ma una disamina destinata ad avere una forte ricaduta nella comunità ecclesiale, nell’area cattolica e nella nostra società. Una ricaduta forse, auspichiamolo, anche a livello politico e legislativo dove sino ad oggi non si è registrata, se non in sporadiche occasioni, una vera e propria politica a sostegno della famiglia. Sono previsti interventi di molti esperti del settore nonché’ testimonianze di esponenti dell’associazionismo cattolico. Insomma, una riflessione che, come sempre, è destinata a far discutere partendo dall’elaborazione politica, culturale, sociale e religiosa del mondo cattolico italiano nella sue varie molteplicità.
È inutile nasconderlo. La Settimana sociale dei cattolici risponde ad un forte “desiderio di famiglia” che alberga nel cuore e nelle menti di molti italiani, cattolici e non, per arrivare ad un obiettivo concreto: e cioè l’Italia deve tornare ad essere un “paese per giovani” e per “giovani famiglie”. È opinione diffusa, come è emerso dall’incontro con i vari delegati delle Diocesi piemontesi che si è svolto questa mattina a Villa Lascaris di Pianezza, che la ricostruzione del paese debba fondarsi sulla famiglia attraverso alcuni precisi percorsi. Innanzitutto restituendo stabilità alla famiglia. Una stabilità di natura economica per la pesante crisi del lavoro ma anche culturale rispetto al trionfo degli egoismi individuali e di relazione matrimoniale. Cioè una stabilità su più versanti.
In secondo luogo va sostenuta l’azione educativa della famiglia essendo l’educazione un investimento sociale, economico e valoriale fondamentale per lo sviluppo di una nazione e per dare una prospettiva alle stesse giovani generazioni.
Inoltre vanno promosse, sostenute e incoraggiate norme per la maternità, la natalità, la gestione dei figli e il loro collocamento in un contesto sociale ed economico il più possibile sano e autenticamente vivibile.
Infine vanno elaborate proposte e politiche significative e percorribili per la famiglia sul fronte del sostegno al reddito, dei servizi, degli orari di lavoro. Per centrare questi obiettivi è quanto mai necessario un nuovo patto sociale. E, accanto a questo obiettivo, vanno favorite lo sviluppo e il consolidamento di vere esperienze di solidarietà tra le famiglie per affrontare la difficile crisi economica che continua ad imperversare. Vanno, cioè, studiate nuove forme di aiuto reciproco – dalla condivisione economica all’assistenza, dalla sorveglianza dei bambini ai servizi domestici -.
Ora, al di là dell’importanza e delle proposte che emergeranno dai 4 giorni torinesi quello che sarà necessario e decisivo sarà la diffusione di queste proposte in tutta la comunità religiosa. Una diffusione che deve essere in grado di socializzare le proposte e i progetti per il rilancio della famiglia nel contesto sociale italiano. Quindi, nessun steccato e nessun integralismo ma la volontà di diffondere un progetto che e’ sempre piu’ necessario per il tessuto sociale del nostro paese e per trasmettere principi e valori, quelli cristiani, che conservano una straordinaria attualità. Soprattutto in un contesto come quello contemporaneo dove la crisi e la depressione economica rischiano di avere effetti devastanti ed imprevedibili per le persone e per le giovani generazioni in particolare.

Stefania Parisi

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