gennaio 2016

 

“Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio”: questo appello, tratto dalla I Lettera di Pietro (2, 9-10), costituisce il tema della “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” 2016 (18-25 gennaio), i cui testi sono stati preparati da un gruppo di membri delle varie chiese cristiane della Lettonia.

L’apostolo Pietro dice ai cristiani che, prima di incontrare il Vangelo, essi non erano un popolo. Ma, attraverso la chiamata ad essere il «popolo che Dio ha acquistato per sé», hanno ricevuto la potenza della salvezza di Dio in Cristo Gesù, sono diventati il “popolo di Dio”. Questa realtà è espressa nel Battesimo, comune a tutti i cristiani, nel quale siamo rinati dall’acqua e dallo Spirito (Gv 3,5), siamo risorti con Cristo ad una nuova vita di grazia in Dio. Rimanere in questa nuova identità è una sfida permanente e quotidiana.

Essere «la gente che Dio si è scelta» non è un privilegio, non vuol dire che i cristiani sono più virtuosi degli altri, ma significa essere chiamati ad un compito: siamo santi solo nella misura in cui siamo impegnati nel servizio a Dio, cioè a portare il suo amore a tutte le persone. Essere un popolo sacerdotale significa essere al servizio del mondo.

La parola di Dio è il fondamento della comunione, reale anche se ancora incompleta, fra tutti i cristiani. Nei testi della Bibbia che abbiamo in comune, troviamo gli atti salvifici di Dio nella storia, come la liberazione dalla schiavitù d’Egitto, e la grande opera meravigliosa di Dio: la resurrezione di Gesù dai morti. Leggendo la Bibbia in atteggiamento di preghiera, i cristiani possono riconoscere le opere meravigliose di Dio anche nella loro vita di tutti i giorni, e renderne testimonianza in molti modi: cercando di sanare le ferite dovute a guerre, conflitti e abusi, quindi lavorando per il dialogo e la riconciliazione (anche quella delle memorie, rappresentata a Pinerolo dal monumento alle vittime dell’intolleranza e della violenza in viale Cavalieri di Vittorio Veneto). Ricercando la verità e l’unità, cercando cioè di rispondere, nella consapevolezza della comune identità in Cristo, alle questioni che ancora dividono i cristiani, come quella dell’eucarestia. Impegnandosi attivamente per promuovere la dignità umana attraverso progetti comuni di servizio sociale e caritativo che raggiungano i poveri, i bisognosi, gli emarginati, come a Pinerolo si fa da anni con il Centro Ecumenico di Ascolto, e da alcuni mesi con il progetto “3 chiese”, che sostiene economicamente un tirocinio lavorativo per disoccupati.

Per rendere ancora più concreta e visibile la comune identità cristiana, i fratelli della Lettonia invitano a usare nella liturgia il sale e la luce, di cui Gesù parla nel “Discorso della montagna”. Sono immagini di ciò che dobbiamo dare agli uomini e alle donne del nostro tempo: il sale è il sapore che la parola di Dio dà alla vita, spesso vuota e senza significato; la luce è quella della parola di Dio che guida e aiuta le persone a vedere e comprendere se stesse nel mondo.

                                                                                                    Livia Gavarini

 

Prossimi appuntamenti in diocesi 

 

Giovedì 21 gennaio a Perosa Argentina, nella chiesa dell’oratorio, alle ore 20:30, liturgia ecumenica organizzata dalle parrocchie della Val Chisone e Val Germanasca e dalle chiese valdesi del Terzo Circuito sul tema “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” (1 Pt 2,9).

Venerdì 22 gennaio a Pinerolo, nella parrocchia Cuore Immacolato di Maria (San Lazzaro), alle ore 21, preghiera ecumenica  sul tema “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” (1 Pt 2,9) promossa da Diocesi, Chiesa ortodossa romena e Chiesa valdese.

Sabato 23 gennaio a Villar Pellice, nel Tempio valdese, alle ore 20:45, liturgia ecumenica sul tema “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” (1 Pt 2,9).

 Domenica 24 gennaio a Pinerolo, nella cattedrale di San Donato, alle ore 18, celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Pier Giorgio Debernardi, con predicazione a cura di Gianni Genre, pastore valdese di Pinerolo.

unicri