“La Sindone: specchio del Vangelo e provocazione all’intelligenza”. Questo il titolo dell’incontro pubblico (promosso dal nostro giornale, dall’Ufficio diocesano Turismo e dal Centro Studi “Silvio Pellico”) che avrà luogo mercoledì 4 marzo alle ore 21 nella Sala “Pacem in Terris” del Museo Diocesano di Pinerolo (via del Pino, 49/57). Il relatore sarà d’eccezione: Bruno Barberis, presidente (dal 1988) del Centro Italiano di Sindonologia e docente presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Torino. Dal 1975 si occupa della Sindone dal punto di vista della ricerca scientifica. Ha promosso la realizzazione della nuova sede del Museo della Sindone a Torino (nella cripta della chiesa del SS. Sudario) e collaborato alle ultime Ostensioni (1978, 1998, 2000 e 2010), contribuendo al progetto di nuova conservazione del Telo. Ha tenuto innumerevoli conferenze sulla Sindone, sia in Italia che all’estero, ed è autore di numerosi libri e articoli sull’argomento, a livello sia scientifico sia divulgativo. Inoltre, ha collaborato come redattore ed esperto alla realizzazione di film, documentari e DVD sul Sacro Telo. Nel 2002 ha lanciato un progetto formativo interdisciplinare destinato alle scuole di ogni ordine e grado della Provincia di Torino (“Per un uomo umano”), con l’obiettivo di consentire a bambini e ragazzi di conoscere la Sindone sotto i suoi vari aspetti e di far prendere loro coscienza dell’importanza dell’interdisciplinarietà nella ricerca. Proprio nell’ambito di questo progetto, il professor Barberis (insieme con i suoi collaboratori del Centro Internazionale di Sindonologia) terrà due interventi all’Istituto Maria Immacolata di Pinerolo: mercoledì 4 marzo parlerà a tutti gli studenti della scuola media, mentre lunedì 13 aprile approfondirà (solo con le classi terze) il tema “Sindone e scienza”. Questo in preparazione al pellegrinaggio alla Sindone da parte dell’intera scuola media dell’IMI, che avrà luogo giovedì 23 aprile. Come preparazione e introduzione al suo intervento a Pinerolo, abbiamo posto al professore alcune domande.
Come si configura la situazione attuale degli studi scientifici sulla Sindone?
Oggi, dopo oltre un secolo di ricerche scientifiche, sappiamo con certezza che l’immagine ha caratteristiche simili a quelle di un negativo fotografico ed è estremamente superficiale, interessando le fibre del tessuto per uno spessore dell’ordine del millesimo di millimetro; è stata prodotta dal cadavere di un essere umano che ha subito numerose torture, i cui segni sono visibili in modo anatomicamente perfetto. Sulla Sindone sono presenti numerose macchie di sangue umano di gruppo AB, prodotte da ferite traumatiche. Non si tratta di un dipinto e possiede peculiari caratteristiche tridimensionali. Esiste una stretta correlazione tra il volto della Sindone e l’iconografia del volto di Gesù del primo millennio. Sulla Sindone inoltre sono stati ritrovati pollini che consentono di ritenere molto probabile un suo soggiorno in Palestina e in Anatolia prima del XIV secolo.

Gli studi hanno rivelato a quando risale la Sindone?
C’è ancora incertezza sull’età del lino: gli studi teorici e sperimentali successivi alla datazione medievale (stabilita dagli esami effettuati con il metodo del Carbonio 14) consentono di ritenere molto probabili alterazioni tessili, ambientali, biologiche, chimiche che, nel loro insieme possono aver modificato considerevolmente il risultato della datazione, “ringiovanendo” il telo.

Ma come è stata impressa l’immagine sul telo?
Ad oggi, comunque, il processo che ha causato la formazione dell’immagine rimane ancora non noto e necessita di ulteriori studi sia teorici sia sperimentali. Per poter incrementare le conoscenze, sarebbe auspicabile una nuova campagna di studi diretti sul telo, che dovrebbe avere lo scopo di raccogliere il maggior numero di dati in modo da costituire una mappa completa delle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dell’intera Sindone, da mettere a disposizione degli studiosi in modo che possano lavorare e confrontarsi su dati certi ed attendibili. Per far ciò sarebbe necessario organizzare un complesso programma di analisi con l’uso di attrezzature moderne e sofisticate: un vero e proprio “laboratorio per la Sindone”.

Ostensione 2015: quali le novità rispetto alle precedenti? E le vostre aspettative?
Sono passati solo cinque anni dall’ultima Ostensione, ma il Papa ha giudicato che fosse utile offrirne una nuova: la motivazione è il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, ha voluto che questa nuova Ostensione fosse caratterizzata da una particolare attenzione per gli ammalati, i disabili e i giovani e ha indicato un motto molto significativo: “L’amore più grande” (Gv 15,13). È l’amore di chi dà «la vita per i propri amici». Ed è lo stesso amore che ci vie¬ne incontro con eloquenza misteriosa dal silenzio della Sindone. Quell’amore non si è limitato al passato, ma raggiunge tutti gli uomini, di tutti i tempi. Il percorso di avvicinamento al Duomo, dove verrà esposta la Sindone, ricalcherà quello delle Ostensioni del 1998 e del 2000 attraverso i Giardini Reali, con ingresso da viale dei Partigiani.

Vincenzo Parisi

SINDONE beige