18 aprile 2016

Una giornata di incontro, preghiera, condivisione. I seminaristi piemontesi da quarant’anni si incontrano tutti insieme una volta all’anno, sempre ospiti di una diocesi differente. L’appuntamento per il 2016 è a Pinerolo il prossimo 20 aprile. Il tema scelto dal gruppo organizzatore è “Il bene e il male”. A parlare di questo argomento è stato chiamato don Marino Basso, parroco di Pecetto torinese, per 12 anni rettore del santuario torinese della Consolata, uno dei 1142 missionari della Misericordia nominati da papa Francesco.

«Questa giornata – spiega monsignor Giuseppe Guerrini, vescovo di Saluzzo e delegato della Conferenza Episcopale Piemontese per la pastorale dei Seminaristi – è una occasione importante per conoscersi, per respirare un’aria più ampia rispetto a quella diocesana, per pregare insieme, affrontare una riflessione comune, ma anche condividere aspetti culturali, conviviali e di gioco».

In tutto il Piemonte, ad oggi, sono 127 i seminaristi (compreso quelli dell’anno di propedeutica). Un numero costante negli ultimi anni, in alcune diocesi è cresciuto il numero di vocazioni, in altre si è mantenuto stabile e altre ancora hanno registrato una diminuzione.

Il programma della giornata inizia alle 9 presso il Seminario Vescovile di Pinerolo (via Trieste 42), dove ci sarà anche il vescovo monsignor Pier Giorgio Debenardi ad accogliere i partecipanti.

L’imponente edificio fu voluto e costruito da monsignor Giovanni Battista Rossi che era stato nominato vescovo della diocesi di Pinerolo nel 1895. Il fabbricato venne inaugurato il 2 settembre del 1899. Tra il 1900 e il 1901 cominciarono i corsi di primo e secondo ginnasio. Tra quelle mura si sono formati moltissimi sacerdoti di Pinerolo e, tra gli altri, anche il servo di Dio, don Giovanni Barra.

L’incontro dei seminaristi avrà luogo nella cappella che fu edificata molto più tardi e inaugurata nel 1962.

Dopo la preghiera la conferenza di don Basso, poi un breve pellegrinaggio alla Cattedrale per il passaggio per la Porta Santa e infine, alle 11:45, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Pinerolo. Dopo il pranzo condiviso il pomeriggio è dedicato allo svago: dal classico torneo di calcio alla visita culturale in città. La giornata si conclude con la recita dei vespri.

«Dopo la buona riuscita dell’incontro dell’anno scorso – spiega Simone Salussolia, seminarista di Ivrea – in cui abbiamo pensato di devolvere una raccolta fondi tra di noi in favore di una delle case del Cottolengo in provincia di Torino, abbiamo deciso di ripetere la proposta caritativa da parte dei seminaristi verso un ente del luogo che ci ospita».

Chiara Genisio – AGD

 

 

Benvenuti, seminaristi!

 La quarta domenica di Pasqua (17 aprile) è la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. Quando diciamo “vocazioni” intendiamo tutte le chiamate che il Signore ci rivolge affidandoci una missione da compiere: dalla formazione di una famiglia, alla vita religiosa maschile e femminile, al ministero ordinato (diacono, presbitero, vescovo).

Tutte le vocazioni sono belle perché hanno la loro sorgente in Dio e si sviluppano all’interno di una comunità, che è come il grembo dove si impara il senso della vita, ci si allena ad assumere delle responsabilità, si sperimenta la gioia del donare e del servire.

In questa Giornata vogliamo, in modo particolare, pregare per le vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata e per i giovani che, attraverso un generoso discernimento, stanno cercando di capire che cosa Dio vuole da loro.

Offrire la propria vita è sempre un gesto ricco di sorprese. Avviene come quel ragazzo che dona cinque pani e due pesci. Poca cosa. Ma è Gesù che moltiplica.  È Lui che rende la vita feconda per tanta gente. Penso ai presbiteri, ai religiosi e religiose, le cui risorse umane a volte sono limitate. C’è il pericolo di scoraggiarsi. Ma se si è convinti che è il Signore che opera, servendosi del poco che gli offriamo, allora tutto diventa più sereno. Il miracolo non lo compiamo noi, ma Lui!

A tanti nostri ragazzi e giovani voglio dire: non abbiate paura di dare tutto. Il Signore non si lascia vincere in generosità. Rende la vostra vita bella e vi dà la possibilità di volare alto, anche se le vostre ali sono piccole e deboli.

 

* Desidero inoltre dare il “benvenuto” ai seminaristi del Piemonte e della Valle d’Aosta che si incontrano a Pinerolo, mercoledì 20 aprile. Sono la speranza delle nostre diocesi!

Dobbiamo essere grati al Signore.

Il seminario è il tempo dell’«innamoramento». È lo spazio dove si vive la gioia, l’entusiasmo e la bellezza della chiamata. Anni fa, papa Benedetto XVI, parlando ai seminaristi diceva: «Più conosci Gesù e più il suo mistero ti attrae; più lo incontri e più sei spinto a cercarlo. È un movimento dello spirito che dura per tutta la vita, e trova nel seminario una stagione carica di promesse, la sua “primavera”».

Vi auguro, carissimi seminaristi, che avvenga così per ciascuno di voi.

La conoscenza di Gesù vi porterà ad incontrarlo in tanti ragazzi e giovani alla ricerca di valori che danno senso all’esistenza, in tante famiglie che hanno bisogno di fiducia e di speranza, in tante persone prive di beni di sussistenza, nelle molteplici e drammatiche periferie esistenziali, per usare un’espressione cara a Papa Francesco.

Vi saluto e vi auguro una giornata ricca di amicizia, di nuove esperienze, nell’incontro con una Chiesa, quella pinerolese, davvero bella, che vi accoglie e desidera che sperimentiate la ricchezza dei doni che essa ha ricevuto lungo la sua storia: la capacità di superare i conflitti attraverso il perdono, la ricerca di strade che portano verso l’unità visibile tra credenti in Cristo, la gioia di vivere una molteplice diversità etnica e religiosa per la presenza di tanti immigrati nel territorio.

Non abbiate paura di offrire la vostra vita al Signore. Don Giovanni Barra, un sacerdote di Pinerolo di cui è iniziata la causa di beatificazione, scriveva a un seminarista: «Il sacerdozio, appuntamento con la felicità».

 

 + Pier Giorgio Debernardi

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