Stop alla malnutrizione infantile

“Mangia, che diventi grande” … è il primo pensiero di tutte le mamme del mondo per i loro bimbi fin dai primi giorni di vita. L’associazione di solidarietà e cooperazione internazionale LVIA promuove una Campagna di raccolta fondi con l’obiettivo di curare i bambini malnutriti in Burkina Faso e aiutare le loro mamme a farli crescere in salute.
La malnutrizione in Burkina Faso colpisce ancora oggi quasi 500.000 bambini prima dei 5 anni di età. L’impegno di LVIA dal 2012 ad oggi nella Regione del Centre-Ouest del Burkina Faso ha permesso di curare quasi 50.000 bambini affetti da malnutrizione acuta severa (MAS) e sono importanti anche i risultati della prevenzione, dato che l’incidenza (numero di nuovi casi in un determinato periodo di tempo) della patologia è diminuita dall’11% al 7% tra i bambini malnutriti che sono stati curati prima di arrivare alla fase acuta della malnutrizione.
La diminuzione dei casi di malnutrizione infantile dopo la grave carestia che nel 2010-2012 ha colpito tutta la macroregione del Sahel Africano tra cui il Burkina Faso, è certamente la conseguenza delle migliori performance agricole ma anche delle azioni realizzate dal Ministero della Salute del Burkina Faso e dei suoi partner, tra cui LVIA, impegnati non solo nella cura della malnutrizione ma anche e soprattutto in un’opera di formazione degli operatori sanitari e di informazione delle comunità, a partire dalle mamme, per favorire la cura e la prevenzione della patologia.
«Ogni trimestre i nostri operatori sanitari visitano 500mila bambini». Spiega Giorgia Pianelli, responsabile di LVIA dei progetti di lotta alla malnutrizione infantile in Burkina Faso. «Utilizziamo un apposito braccialetto per misurare la circonferenza del braccio che indica lo stato di salute del bimbo: rosso, ovvero circonferenza inferiore a 115 mm, si tratta di malnutrizione acuta severa. I bimbi malnutriti vengono portati al più vicino ambulatorio, dove sono nutriti e curati con un trattamento antibiotico e antiparassitario. I nutrizionisti preparano il personale sanitario a curare in modo tempestivo i casi di malnutrizione, mentre i bimbi più gravi sono indirizzati all’unico ospedale della regione dotato di una pediatria».
La tempestività della cura è fondamentale perché i bambini affetti da malnutrizione acuta severa, la forma più grave di malnutrizione, se non sono curati in tempo avranno un ritardo permanente nella crescita fisica e intellettuale.
La situazione è migliorata di molto rispetto a 5 anni fa, importanti risultati sono stati raggiunti ma la lotta alla malnutrizione infantile non è finita. L’obiettivo della Campagna “Mangia che diventi grande” promossa da LVIA è raccogliere 115.000 mila euro per sostenere le mamme e i bambini affetti da malnutrizione. In un Paese dove esistono appena un medico ogni 20mila persone e 1 letto di ospedale ogni 2.500 persone (dati 2010 the World Factbook) l’accesso alle cure è difficile. Il Governo del Burkina Faso ha fatto tanto, dichiarando nel 2015 la gratuità di alcune spese relative alla cura della malnutrizione, ma molto resta ancora da fare, specialmente nelle aree periferiche. La Campagna “Mangia che diventi grande” sostiene tutti i costi non coperti dallo Stato necessari al ricovero dei bambini gravemente malnutriti e delle loro mamme.
Fino 31 gennaio si può contribuire inviando un sms o chiamando da rete fissa il numero 45523.
Sono bambini! No schiavi!
Ogni due minuti, una bambina o bambino è vittima dello sfruttamento sessuale. Nel mondo, più di 200 milioni di minori lavorano, di cui 73 milioni hanno meno di 10 anni. Di questi piccoli, ogni anno ne muoiono 22mila a causa di incidenti di lavoro. Negli ultimi trent’anni, si calcola che sono stati circa 30 milioni i bambini coinvolti nella tratta. Parte da questi drammatici dati, la terza Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone (Gmpt), che sarà celebrata il prossimo 8 febbraio, e che avrà come filo conduttore proprio il tema “Sono bambini! No schiavi!”.
L’evento, che viene celebrato nel giorno in cui si ricorda la memoria liturgica di Santa Bakhita, che conobbe nella sua vita le sofferenze della schiavitù, è promosso da Talitha Kum (Uisg-Usg), la Rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone, in coordinamento con il Dicastero per la vita consacrata, il Pontificio Consiglio di giustizia e pace, il Pontificio Consiglio dei migranti e itineranti, l’Accademia delle scienze vaticane, Caritas Internationalis, l’Unione internazionale delle associazioni femminili cattoliche (Wucwo) e il gruppo di lavoro contro la tratta della Commissione giustizia e pace delle Unione internazionali delle superiore e dei superiori generali (Uisg/Usg).
Anche per questa terza edizione, sono previste varie iniziative. Infatti, a Roma, durante la settimana dal 2 all’8 febbraio, si svolgeranno una serie di eventi di approfondimento, culturali e di preghiera.

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