Inizia oggi alla Camera la discussione del primo testo sul testamento biologico. Non si parla di eutanasia (che in Parlamento è confinata in altre 4 proposte di legge) ma solo di “disposizioni anticipate di trattamento”. La legge sul testamento biologico arriva alla Camera dopo un anno di scontri, modifiche e rinvii. Il testo è composto da 5 articoli ma a far discutere è soprattutto il terzo, quello che introduce i “Dat”, le “Disposizioni anticipate di trattamento”, ovvero la possibilità per un paziente di dichiarare la volontà di interrompere la nutrizione e l’idratazione artificiale nel caso in cui si dovesse trovare in una grave situazione clinica. “Ogni persona maggiorenne – dice la legge – in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”.

Opposte, su questo tema, le posizione dei due senatori Pinerolesi.

Mentre Magda Zanoni (PD) già un anno fa dichiarava che «L’eutanasia non è una parola che deve far paura», Lucio Malan (FI) ricorda che «Lo Stato ha il dovere di dare le cure, non di dare la morte».

Per riflettere su queste delicate tematiche, nell’ambito della Scuola diocesana di Teologia, venerdì 17 marzo, don Paolo Merlo (docente presso la sezione torinese dell’Università Pontificia Salesiana) interverrà su “Questioni di fine vita: testamento biologico ed eutanasia”.

Appuntamento nella sala “Pacem in Terris” del Museo Diocesano di Pinerolo (via del Pino, 49) dalle ore 20:30 alle 22:30. La partecipazione è aperta a tutti.

 

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