1 giugno 2015

Unici fino al midollo da 25 anni. È questo lo slogan dell’Associazione Admo Piemonte (Associazione donatori midollo osseo) che il 7 giugno celebrerà a Villar Perosa, il suo paese natio, i 25 anni di attività.

Un quarto di secolo dedicato a trasmettere l’importanza del dono di qualcosa di sé, unico come le cellule del midollo, a chi ne ha bisogno per guarire da un tumore del sangue.

Al mattino la messa alle 11 presso la chiesa di Sant’Aniceto, alle 12 l’inaugurazione la scultura con la figura del Senatore Gianni Agnelli sul cippo già esistente presso l’omonimo parco de Una finestra sulle Valli.

Alle 16.30 al Teatro “Una Finestra sulle Valli”, il Gruppo Costruire Cantando porterà sul palco “Un’invincibile estate”, tre storie di speranza e di vita, tra cui quella della lusernese trapiantata di midollo osseo, Anna Malanot (ingresso libero).

Cuore della giornata il racconto di come è nata l’Admo a Villar Perosa, nelle parole del suo primo promotore, Mario Bella: «Mio figlio Rossano – dice Mario Bellasi ammalò di leucemia e l’unica soluzione per sconfiggere questo brutto tumore del sangue era il trapianto di Cellule del Midollo Osseo».

«Solo in quell’occasione scoprii con forte rammarico, che le persone disponibili a sottoporsi a espianto erano molto poche, circa 1.200 in tutta Italia e che, soprattutto, la possibilità di trovare all’esterno della famiglia il donatore giusto (la sorella non era compatibile) era 1:100.000. Rossano ci lasciò una “ lettera testamento con questa frase “Vorrei che tutti voi vi interessiate affinché anche in Italia vi sia una banca dati di donatori per salvare quei ragazzi che come me stanno soffrendo”. E all’Ospedale Molinette, dove era ricoverato, queste persone erano davvero tante».

«Non potevo lasciar vano l’appello di mio figlio. Così mi recai, insieme a 23 collaboratori, l’8 giugno del 1990 nello studio del Notaio Audano di Pinerolo. In quel momento nacque ufficialmente l’Admo Piemonte, per la promozione della cultura della solidarietà diretta alla donazione di vita. Portai il messaggio di Rossano in lungo e in largo per tutta la nostra Regione, da Ceva, per tutte le Alpi e la Pianura Padana fino a Lago Maggior . E non mi fermai solo alla nostra Regione».

«Con il supporto di molte famiglie che conobbero la storia di Rossano organizzai molti incontri informativi per tutta l’Italia e spronai molti ospedali ad occuparsi di effettuare  la tipizzazione tessutale (l’esame per l’estrazione delle caratteristiche genetiche) per poi inserirle nella banca dati Italiana collegata con le altre banche dati di tutto il mondo, realizzata a Genova con il lascito testamentario di Rossano».

«Oggi, dopo 25 anni di impegno quotidiano – prosegue Stefano Balma, attuale Presidente dell’Associazione – lo zoccolo duro contro il quale ci troviamo molto spesso a combattere è ancora il timore, infondato, di rischi derivanti dalla donazione. Per questa ragione, sia nei nostri interventi all’interno degli istituti scolastici, delle Aziende, delle manifestazioni socio culturali, sia all’interno di eventi pubblici di informazione e iscrizione al Registro, chiediamo ai donatori effettivi di portare la loro testimonianza, a dimostrazione di come questa procedura, che attualmente nella maggior parte dei casi viene realizzata raccogliendo le cellule dal sangue periferico, sia semplice, non dolorosa e non comporti pericoli. E quanto sia importante poi lo descrivono i nostri collaboratori trapiantati, che solo grazie al gesto di un anonimo donatore sono potuti tornare alla loro quotidianità»

Attualmente, il Registro Piemontese dei candidati Donatori raccoglie oltre 42.000 persone, più di 350 fra loro sono risultati compatibili e hanno regalato speranza di guarigione a un malato. È un registro in constante variazione numerica, dal quale ogni anno esce chi raggiunge il limite di età di 55 anni e chi presenta criteri di inidoneità alla donazione ed entra chi dà l’adesione.

I dati italiani presentati dal Registro Nazionale attestano il lavoro dei volontari Admo Piemonte dove sono maggiori gli ingressi rispetto alle uscite, (+ 2.631 persone nel 2014, il più alto di tutta Italia). Come il più alto è stato il numero di nuovi reclutati: 3.547 nuovi ingressi, 1/5 degli ingressi di tutta Italia.

Risultati «ottenuti grazie alla costanza, alla tenacia dei tanti volontari e grazie ai giovani che hanno detto sì alla vita comprendendo una scelta può significare il capovolgimento di un destino di una vita umana».

«Il nostro obiettivo, fondamentale affinché tanti pazienti non muoiano – conclude Balma –  è di incrementare ancora il numero di potenziali donatori, proprio a causa della bassa possibilità di trovare la giusta compatibilità, per permettere sempre più trapianti».

«La crescita del Registro Piemontese è soprattutto frutto di alcuni progetti innovativi, come la realizzazione di molte giornate pubbliche di informazione e iscrizione in piazza, in particolare l’evento Ehi, Tu! Hai midollo? che coinvolge ogni anno più di 17 città della nostra Regione, e quelle realizzate in collaborazione con altri Enti e sostenitori che credono nei nostri progetti».

«Grazie a loro, abbiamo portato il nostro messaggio e tipizzato all’interno del Politecnico e di molte Università fra Torino e l’alessandrino, nelle aziende e perfino sulle piste da sci di Prali. Purtroppo, a oggi, solo per la metà dei pazienti è registrato un donatore idoneo».

«È per questa ragione che in occasione del 25ennnale lanciamo un appello: abbiamo bisogno di tanti aiuti, la leucemia e i tumori del sangue si possono debellare e se siamo in tanti a credere in questo concetto, ci saranno sempre più speranze per questi brutti mali».

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