3 settembre 2015

«L’emendamento approvato in commissione sulle cosiddette unioni civili potrebbe avere un senso solo se il provvedimento venisse radicalmente cambiato, cosa sulla quale c’è chiusura a tutti i livelli, dalla relatrice Cirinnà, al ministro Boschi, che ritengono irrinunciabile la cosiddetta ‘stepchild adoption’, cioè l’adozione con utero in affitto e la sostanziale equiparazione al matrimonio. Altrimenti è solo una patetica foglia di fico, sotto la quale qualcuno forse pensa di nascondersi fingendo di aver difeso i principi in cui dice di credere».

Così il senatore Lucio Malan (FI), dopo che ieri la Commissione Giustizia del Senato, coi voti di Pd e M5S ma senza quelli di Area popolare, ha approvato la nuova premessa all’articolo 1 del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso.

«Non ha alcun senso – ha scritto Malan in una nota – tentare di far capire che l’istituto sia diverso dal matrimonio e poi attribuirgli tutte le prerogative del matrimonio, con la sola, inutile, eccezione dell’adozione di bambini esterni alla coppia, in sé meno devastante di quella che il testo Cirinnà vuole permettere, la quale comporta nella quasi totalità dei casi la pratica dell’utero in affitto, la mercificazione della  donna e del bambino e lo stravolgimento del concetto di genitore e di sesso, in applicazione dei dettami dell’ideologia gender. Se la struttura del ddl resta quella attuale, cioè quella di un matrimonio sotto falso nome, anche l’eventuale esclusione dell’adozione sarebbe ben presto cancellata da qualche sentenza».

E ha concluso: «Chi vota a favore deve sapere che sta votando questo e non altro: il matrimonio gay, l’utero in affitto, il bambino come merce e l’educazione gender obbligatoria per inculcare ai bambini il demenziale concetto che un bambino può nascere da due uomini e due donne».

Nella prima seduta dopo la pausa estiva, tra proposte di modifica “votate, precluse, o decadute” sono stati “‘trattati” circa “150 emendamenti dei 1.500 da esaminare in totale. La commissione tornerà a riunirsi martedì prossimo alle 11.30, con termine della seduta previsto alle ore 17.

Il senatore di Forza Italia Lucio Malan

Il senatore di Forza Italia Lucio Malan