Un ex-dipendente: «Dietro questa decisione non c’è solo il risparmio»

Lo scorso 25 dicembre, come regalo di Natale, i 13 dipendenti dell’albergo Tre Denti di Cantalupa hanno ricevuto una lettera di licenziamento da parte della Gestioni srl, società che si occupava della gestione dell’albergo. Questo è accaduto perché la suddetta società ha chiuso i battenti: i dipendenti erano già stati avvertiti il 18 dicembre di questo avvenimento. D’altra parte, però, la nuova società avrebbe dovuto assorbirli. «Non ci siamo preoccupati più di tanto – ci racconta uno degli ex-dipendenti – Perché già altre volte era cambiata la gestione ma mai eravamo rimasti a casa. Anche perché comunque l’albergo è attivo». Infatti la vecchia società ha dei contratti ancora aperti con il comune di Cantalupa. Era prevista la fusione di due società per crearne una nuova. Con l’ingresso peraltro di un solo nuovo socio, Stefano Salvemini. I dipendenti, però, anziché essere nuovamente assunti dalla società esordiente, hanno ricevuto la proposta di tornare ma come “soci lavoratori”. «Questo – spiega l’ex-dipendente – implica uno stipendio molto inferiore e quindi una notevole difficoltà a svolgere al meglio il nostro lavoro. Dietro questa decisione non c’è solo un tentativo di risparmio ma soprattutto la volontà di gestire le persone come vogliono. Ai dipendenti, infatti, sono garantite le ore di lavoro, come soci invece si lavora a chiamata: se un mese viene reputato che non ci sia bisogno, non si viene chiamati e non si guadagna nulla. Quando abbiamo capito che era questa la situazione alcuni di noi hanno provato ad impugnare il licenziamento insieme al sindacato. Gli altri, troppo disgustati per insistere, hanno lasciato perdere». Il sindaco di Cantalupa, nonché socio della nuova gestione, Giustino Bello, ha tentato di fare da tramite tra sindacato e società: è stata firmata un accordo in cui Salvemini e Bello si impegnavano ad assumere i licenziati tramite cooperativa ma come dipendenti. Tuttavia questa operazione non si è ancora messa in moto: «Non trovando riscontri, il sindacato ha inviato una raccomandata che al momento non ha ricevuto risposta. Inoltre Salvemini non si è fatto trovare neanche telefonicamente per molto tempo». In seconda battuta è stato riportata la proposta di diventare soci della cooperativa. Il sindacato ha controproposto un’assunzione “normale” e l’utilizzo della cassa integrazione nei periodi in cui ci fosse meno lavoro. Per il momento vengono impiegati degli extracomunitari per svolgere quei lavori che precedentemente erano dei licenziati. «Questo albergo è nato sul territorio per dare lavoro alla gente del territorio. Non perché qualcuno potesse sfruttare la necessità e la non conoscenza delle nostre leggi che hanno queste persone: tutto ciò è fortemente ingiusto». Ulteriore problema per questi dipendenti è che stanno ancora aspettando gli ultimi pagamenti: novembre, dicembre, tredicesima. Sono in ritardo a causa di alcuni contratti che la vecchia società ha ancora aperti con la Pro Vercelli e il Torino allievi da cui stanno aspettando i pagamenti. «Però i soldi per comprare un nuovo furgone il 24 dicembre c’erano», commenta la nostra fonte.

Manuel Marras